Gioco
«Tagli ai carristi? Noi abbiamo già dato»
Duro attacco dei costruttori al presidente del Carnevale Santini: dimostri di meritare la poltrona che occupa da due anni
VIAREGGIO. È bastato parlare di tagli per scatenare la guerra. Non di tagli generici ma di una riduzione delle cifre destinate ai carristi. Secondo indiscrezioni almeno il 10 per cento sui compensi concessi fino ad oggi per la realizzazione di carri di prima e seconda categoria (rispettivamente 130mila e 64 mila euro) e delle mascherate isolate (circa 27mila euro) per un risparmio complessivo di poco meno di 200mila euro.
Tanto? Poco? Non importa. La previsione di andare a chiedere sacrifici ai carristi non è piaciuta ai diretti interessati. Per due motivi. Intanto i costruttori con la firma del contratto triennale sotto la presidenza di Nanni Maglione hanno già accettato un taglio delle spese sul capitolo cartapesta (quello delle costruzioni) accettando il meccanismo delle retrocessioni che per il 2013 significherà 160mila euro in meno per Burlamacco (cioè un carro di prima categoria e una mascherata isolata in meno rispetto al 2012). Come a dire: i sacrifici già li facciamo, considerato che i compensi sono fermi da 4 anni.
Il secondo motivo è più “politico”. E ben lo sintetizza il presidente dell’assocarristi Fabrizio Galli. «Si parla già di tagli ai carristi. Se i bilanci devono essere ancora visionati dal commissraio, come si fa a fare un’affermazione del genere?» afferma. Il timore dei carristi è che per loro sia in arrivo il “trappolone”. Il ragionamento ai loro danni dovrebbe essere: c’è il commissario svincolato da rapporti politici? La coperta (quella delle risorse pubbliche) è corta? Bene: cogliamo la palla al balzo per tagliare, tanto ai carristi si danno anche troppi soldi.
I costruttori, ovviamente, non ci stanno a diventare “vittime sacrificali” per salvare i conti in rosso della Fondazione per la quale si annuncia - e non è certo il commissario prefettizio Mannino il primo a avanzare questa ipotesi - un ridimensionamento del contributo comunale (fino ad oggi un milione e 800mila euro). E prendono anzitutto di mira il presidente della Fondazione, Alessandro Santini. «Due milioni è costata fino ad oggi la “cartapesta” - afferma Galli - 2,5 milioni è costata l’organizzazione del Carnevale. Alessandro Santini “suggerisce” un taglio ai carristi prima ancora di avere consegnato i documenti richiesti al commissario prefettizio. Ebbene era già previsto. Il primo taglio automatico di 160mila euro avverrà sul capitolo della cartapesta, in seguito ad un bando triennale firmato, con coscienza e lungimiranza, tra noi e l’ex presidente della fondazione carnevale Nanni Maglione. Dal lato delle spese dell’organizzazione della manifestazione cosa si può fare?Questo è il percorso che riteniamo vada affrontato rapidamente dalla Fondazione, cercando di proporre un bando straordinario annuale che sia elastico e che riesca ad attingere a nuove forme di finanziamento. Dove è andato a finire il contratto con la Warm Up che da quest'anno doveva fruttare i primi sponsor? Cosa si sta facendo perché il tavolo istituzionale sul Carnevale, convocato e poi rimandato dal presidente della regione Enrico Rossi, sia operativo? La pratica dell'Unesco a che punto si trova? L’elenco degli errori commessi da Santini e dal suo staff, soprattutto in questi ultimi 2 anni sarebbe lungo e ci riserviamo di esporlo al commissario prefettizio. Ci si è impantanati sul "carnevale estivo" e su i "traslochi" tra i carristi ma su le questioni vitali della manifestazione siamo ancora al palo. Con il taglio di un carro grande e di una mascherata in gruppo, a suo tempo, ci siamo presi le nostre responsabilità, ora tocca al presidente della fondazione dimostrare che la poltrona che sta occupando da più di due anni è veramente meritata».
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