Finanza
Poste, un settembre di proteste
Lunedì il presidio a Viareggio, anche la Fds Versilia aderisce
VIAREGGIO. Si prepara una giornata di proteste per le poste di Viareggio. Il presidio organizzato dai sindacati per protestare contro i tagli continua infatti a riscuotere adesioni. Ad annunciare la propria partecipazione all’evento è infatti anche la Federazione della Sinistra della Versilia. Ad annunciarlo è il portvoce del partito Mario Navari. Il presidio è previsto per lunedì dalle 8di fronte all’ ufficio postale di via Garibaldi a Viareggio.
A causare le proteste - che già hanno visto presidi a Lido e sulle colline di Massarosa e Camaiore - sono la restrizioni del servizio postale in Versilia che rischiano di accentuare ancor di più i già numerosi disagi segnalati dagli utenti. «Un progetto complessivo di tagli - spiega Navari - che colpirà tutti i comuni, coinvolgendo diverse zone di recapito: 11 a Viareggio, 5 a Pietrasanta, 3 a Camaiore e un insieme di piccoli uffici di cui viene prevista la chiusura o la riduzione delle ore di sportello per i comuni di Massarosa, Seravezza e Stazzema. Decisioni portate avanti dall' azienda postale, in accordo con programmi sottoscritti col “governo dei tecnici” seguendo una frenetica ideologia di tagli: politiche di austerità».
Proprio Monti, nell' ultima settimana, è intervenuto parlando di liberalizzazioni di aziende che gestiscono i servizi pubblici come le poste. «Tradotto per i comuni mortali - va avanti Navari - significa privatizzazioni a discapito degli utenti e dei lavoratori. Si prosegue cioè verso una riorganizzazione di Poste Italiane colpendo il settore del recapito tramite l' eliminazione di posti di lavoro. Inoltre, per quanto concerne la sportelleria sono privisti a livello nazionale la chiusura di oltre un migliaio di uffici. Nello specifico si intende intervenire in quelli periferici, montani e rurali che corrispondono a quelli in discussione per i comuni versiliesi. Uffici che pur espletando egregiamente il compito di garantire un servizio pubblico, non vengono ritenuti abbastanza proficui. Azienda non certo in crisi: Poste Italiane chiude il 2011 con oltre 800 milioni di utili. Viene perciò a mancare il diritto dei cittadini ad avere servizi accessibili».
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