Il Tirreno

Versilia

il caso dello stadio “buon Riposo”

Il campo? Va usato con parsimonia

Il manto erboso è troppo rovinato e per sistemarlo non ci sono soldi

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QUERCETA. Avere uno stadio tutto per sé ed essere costretti ad utilizzarlo solo al cinquanta per cento: è questa la paradossale situazione dell’Asd Seravezza, unica società calcistica locale rimasta nel comune dopo il trasferimento dell’ex-Querceta a Forte e la fondazione del Real Forte-Querceta. Il Seravezza si ritrova a dover svolgere gran parte degli allenamenti a bordo campo per non sciupare il terreno di gioco. Uno sviluppo, questo, che va a costituire (forse) l’ultimo atto della complessa vicenda riguardante il “Buon Riposo” di Pozzi.

Una volta certa dell’avvenuto trasferimento della società di Alessandro Mussi nel comune limitrofo di Forte infatti, la giunta comunale guidata dal sindaco Ettore Neri ha provveduto a deliberare una nuova autorizzazione per l’utilizzo delle strutture sportive a favore della società seravezzina (da poco unitasi con la Sporting Pozzese): il prezzo concordato è di 1250 euro mensili, mentre la gestione e la messa in sicurezza dello stadio rimarranno in mano alla cooperativa “Progetto Lavoro”. Risolto questo primo scoglio è tuttavia rimasto insoluto un problema non meno grave e che già durante la scorsa stagione aveva spinto proprio i dirigenti del Seravezza a preferire il “Pedonese” di Marina di Pietrasanta per partite e allenamenti: le drammatiche condizioni in cui versa il campo da gioco. Oltre al manto erboso che ormai resiste solo a chiazze e che risulta visibilmente deteriorato, il problema principale del “Buon Riposo” sono le buche: un vero e proprio “campo minato” per le caviglie dei giocatori.

«Il costo che dobbiamo pagare quest’anno- dichiara il direttore generale del Seravezza Filippo Colasanti- corrisponde presso a poco a quello delle scorse stagioni: 1200 euro per l’utilizzo, 50 per gli uffici. Siamo felici di questo accordo, ma in effetti la questione del degrado del campo non è da sottovalutare. Purtroppo il comune ci ha risposto che per il patto di stabilità non può eseguire spese straordinarie, noi però abbiamo contattato comunque una ditta esterna per un preventivo quantomeno per tappare le buche più pericolose: se la spesa non sarà ingente cercheremo di aprire un dialogo con l’amministrazione per convincerla a attivarsi in questo senso e a darci un'ulteriore mano».

«L’accordo che abbiamo trovato - afferma sul tema il sindaconeri - permette una fruizione più agevole dell’impianto e di questo siamo tutti soddisfatti. Non abbiamo però alcuna possibilità di intervenire sui problemi del terreno di gioco: si dovranno adattare ad allenarsi a bordo campo. Se vogliono proprio rimetterlo in sesto facciano pure, ma il comune non li può aiutare economicamente».

Gabriele Buffoni

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