La manifestazione
Sabotato il pattino dei Polacci
Gara falsata per l’equipaggio del bagno “Paradiso al mare”
FORTE. «Sabotaggio. Tutti ne sono capaci, ma alcuni lo praticano in maniera più spietata». Lo pensa una delle protagoniste di "Desperate Housewives", che non è esattamente un telefilm sulla marineria, ma potrebbero condividere il giudizio anche Michele Polacci e Jacopo Moschetti che da plurivincitori del Palio (ben due edizioni in carniere, quelle del 2008 e del 2009) anche quest’anno hanno preso il via, finendo tredicesimi. A giustificare una prestazione così opaca però, quest’anno c’è stato il giallo.
«Come sempre – racconta Michele Polacci - la sera prima del Palio sia io che mio fratello Riccardo abbiano fatto un po’ di allenamento in mare con i due pattini del nostro Bagno, il “Paradiso al mare”, e tutto era perfettamente in ordine, e così appariva anche la mattina della gara quando abbiamo preso il mare per recarci alla partenza al Bagno Pennone di Vittoria Apuana. Remando lentamente non abbiano notato nulla di strano, perché, ovviamente non forzavamo più di tanto sui remi durante il trasferimento. Ci siamo accorti però del sabotaggio del patino rosa, non appena è stata data la prima partenza, peraltro poi giudicata non valida, perché forzando sui remi come si deve ad uno starter di quel tipo, la scalmiera di sinistra e lo scalmo sono usciti in blocco per il semplice fatto che le lunghe viti che li ancoravano allo scafo del pattino erano ormai prive di dadi che li trattenessero. Evidentemente qualcuno nottetempo li aveva allentati o tolti. Lì per lì con la tensione di una gara preparata a lungo durante l’estate, non sapevamo che cosa fare e i soli a darci solidarietà e un aiuto concreto sono stati i fratelli Bonaso del Bagno San Camillo, vincitori del Palio 2012 e campioni di sportività, che ci hanno offerto subito di andare a riva (il Bagno San Camillo era vicinissimo, ndr) e di imbarcarci su un loro pattino che era sulla battima. Tuttavia, il clima di impazienza e la scarsa sensibilità di tutti gli altri colleghi – continua Polacci - non ci hanno permesso di fare questo scambio di natante e siamo dovuti partire con un piede di Jacopo che teneva bloccata alla bella meglio la scalmiera, fino all’arrivo. Fatto, ovviamente, che ci ha impedito di essere competitivi. Dico oggi queste cose non per recriminare il nostro scarso risultato di gara, ma perché mi ha fatto male questa mancanza di solidarietà sportiva degli altri partecipanti. Eppure – continua Michele – quando il Bagno Cesare, anni fa, ruppe un remo tutti attesero giustamente che Lele Berti andasse a recuperarne un altro!».
«Riguardo all’episodio – conclude Michele Polacci - non so se sia stato un sabotaggio oppure uno scherzo di pessimo gusto. In ogni caso è stata una cosa davvero brutta, che avrebbe potuto provocare anche un infortunio. E di sicuro non sportiva, né degna di una gara che alla correttezza e alla sportività di noi bagnini deve tutto, magari tra qualche polemica di troppo, ma che in fondo è anche il sale del campanilismo che alimenta questa tradizione cittadina».
Franco A. Calotti
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