Il Tirreno

Versilia

Stabilimenti in lutto morto Ennio Canova del bagno Bengasi

di Matteo Tuccini
Stabilimenti in lutto morto Ennio Canova del bagno Bengasi

Aveva 69 anni ed era malato da tempo: oggi i funerali Erede di una stirpe di balneari: suo padre il mitico Gabriello

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VIAREGGIO. Lutto tra gli stabilimenti balneari. È morto lunedì sera all’ospedale Versilia, dove era ricoverato, Ennio Canova, comproprietario dello storico Bengasi in Passeggiata. Aveva 69 anni, era malato da tempo.

Questa mattina alle 10,30 i funerali nella chiesa S. Maria Assunta della Migliarina.

Canova lascia la moglie Carla e la figlia Cristiana; l’altro figlio Maurizio era scomparso nel 1999 in un incidente stradale. Un lutto tremendo, quello che aveva colpito Ennio e la sua famiglia.

Maurizio faceva il bagnino nello stabilimento, come suo padre, suo nonno e il suo bisnonno. Ma a 23 anni la sua vita era stata spezzata: a travolgerlo era stato l’auto di un turista, proprio mentre il ragazzo andava a lavorare in spiaggia. «Era estate, e in estate - dicono i familiari commossi - se n’è andato anche il padre».

Ennio, balneare conosciuto e apprezzato dalla clientela, aveva cercato di superare questa tragedia, assieme alla moglie e alla figlia. Col tempo, però, aveva cominciato ad allontanarsi dal mare perché gravemente malato. E lunedì alle 22,30 circa, dopo alcuni giorni di ricovero, è spirato.

Tutta la famiglia Canova è conosciutissima in città.

Il nonno di Ennio, Giuseppe, fondò il Bengasi nel 1904, quando sulla spiaggia di Viareggio cominciava a decollare il turismo balneare. Il nome era un chiaro omaggio alla Libia, annessa all’Italia qualche anno più tardi dopo la guerra contro la Turchia.

Probabilmente l’intitolazione avvenne proprio in seguito alla conquista, sull’onda del patriottismo.

Sull’origine del nome la stessa famiglia raccontava nel 2010 al Tirreno: «Giuseppe aveva un fratello ufficiale di marina di stanza a Bengasi, da lì la decisione di chiamare in quel modo lo stabilimento». Si narra anche di una palma, che i Canova avrebbero portato a Viareggio dalla Cirenaica, piantandola in città.

Comunque, nel corso degli anni il Bengasi diventò un autentico punto di riferimento dei bagnanti che decidevano di godersi il mare dopo piazza Mazzini. Bengasi e Vespucci, infatti, diventarono i due stabilimenti gemelli (e rivali...) di questa parte di Passeggiata.

A dare lustro al bagno fu anche e soprattutto Gabriello, figlio di Giuseppe e padre di Ennio. Bagnino nella Versilia che si aspettava a vivere gli anni ruggenti, i racconti lo vedono protagonista di decine di salvataggi «quando ancora - dicono tra gli ombrelloni - arrivavano tanti turisti che non sapevano nuotare».

Messaggi di cordoglio arrivano dagli stabilimenti e da Carlo Monti, titolare del vicino Vespucci e presidente dei balneari viareggini di Ascom: «Assieme a tutti i colleghi di Viareggio esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia di Ennio Canova. Io stesso - spiega Monti - ho fatto il bagnino per anni al Bengasi con Gabriello e so il valore della famiglia. Come associazione ci uniamo al dolore della moglie, della figlia e di tutti i parenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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