La manifestazione
L’opera di Mitoraj all’ultimo esame della Sovrintendenza
Agolini (Fonderia Mariani): «La contaminazione tra antico e moderno? Esiste ovunque e ormai da molto tempo»
PIETRASANTA. L’altorilievo che Mitoraj collocherà in una nicchia della facciata della chiesa di S. Agostino è di nuovo al vaglio, in questi giorni, della Soprintendenza.
In sostanza l’ente vuole sapere se in tema di sistema di deflusso delle acque, dissuasori per i piccioni e ancora tecniche di ancoraggio della scultura, sono state rispettate le prescrizioni richieste a tutela della chiesa.
Il via libera definitivo è atteso nei prossimi giorni, così come nei prossimi giorni è previsto il ritorno di Igor Mitoraj da Parigi: sarà l’occasione per fare il punto della situazione con l’artista autore del bassorilievo destinato alla facciata di una delle chiese (anche se ormai ex) più in vista di Pietrasanta. E di conseguenza fissare la presentazione pubblica del bozzetto.
Nel frattempo dalle parti della Fonderia Mariani, si va completando la realizzazione dell’opera: Adolfo Agolini, referente della Mariani e uomo di fiducia dei più importanti scultori presenti sul territorio pietrasantino, dell’altorilievo che andrà a caratterizzare la facciata del S.Agostino, e che divide una comunità, non ha molto voglia di parlare.
«Di certo non dirò niente sull’opera: spetta all’artista, nel caso, parlarne. Il dibattito in corso sull’opportunità o meno di “contaminare” l’arte antica con quella moderna, mi sembra un fatto fisiologico, l’importante è rimanere nei limiti di un contraddittorio civile, senza poi inoltrarsi in inutili tecnicismi che lascerei agli esperti. La mia opinione? Non vorrei che le mie parole fossero poi, in un modo o nell’altro, strumentalizzate da qualcuno anche perché, chi mi conosce, sa che sono portato ad ascoltare e a rispettare tutti i pareri. Detto questo posso dire che torno proprio in questi giorni dalla Danimarca dove nella cattedrale di Viborg abbiamo “montato” una porta realizzata da un’artista danese. E sempre in Danimarca, due anni fa, nella cattedrale di Roskilde, che è considerata patrimonio dell’Unesco ed è sottoposta a mille vincoli e prescrizioni, era stata anche lì posizionata una porta in arte moderna a firma di Peter Brondes. Tutto questo per dire che la “contaminazione” fra due stili artistici di epoche diverse, esiste ovunque e da sempre. Anche a Pietrasanta, visto che la Pieve di S. Giovanni, ritenuta dagli storici una delle prime chiese cristiane vede al suo ingresso una porta realizzata, in tempi relativamente recenti, dallo scultore Tommasi. E sempre restando a Mitoraj, potrei citare l’esempio delle porte in bronzo a sua firma che oggi si trovano nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma: anche in questo caso fu la Soprintendenza, dopo tutta una serie di esami e valutazioni, a dare il proprio assenso. Visto che è un ente particolarmente rigido nei dare pareri favorevoli, un minimo di fiducia bisogna averla».
«Certo - prosegue il referente della prestigiosa fonderia - poi le opere vanno ancorate con attenzione e rispettando ogni prescrizione possibile (l’Annunciazione di Mitoraj, per quanto ci risulta, può sempre essere rimossa dalla facciata con un’operazione della durata di un’ora, ndr), ma resto dell’idea che l’arte moderna, se qualificata e ben armonizzata nel contesto, possa tranquillamente convivere con quella storica. Detto questo, è giusto che se ne parli, anche se eviterei di esasperare i toni».
Nel frattempo in città è partita una raccolta firme, promossa da un gruppo di cittadini, per dire no all’altorilievo. I fogli della petizione sono già in circolazione nel centro storico e in alcuni locali.
A quanto pare nel breve volgere di poche ore sarebbero già stati firmati da un discreto numero di cittadini.
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