La manifestazione
I mutui? Restano tabù
Dalle banche non arrivano segnali di apertura alle famiglie
VIAREGGIO. Prezzi troppo alti per le possibilità dei compratori, ma anche un collo di bottiglia rappresentato dalle banche. Se si vendono sempre meno case, accusano sia le famiglie che le agenzie immobiliari, è colpa anche di chi dovrebbe concedere i mutui. E che negli ultimi mesi ha letteralmente stoppato quasi tutte le pratiche.
La situazione, nonostante qualche annuncio - per la verità sporadico - non è affatto migliorata. Chi si è visto concedere uno degli ultimi mutui si è persino preso i complimenti, tanto viene ritenuta difficile - se non impossibile - l’operazione. Tra l’altro, a influire sulla difficoltà di accendere un’ipoteca è anche il tasso d’interesse, tutt’altro che abbassato nonostante il periodo di crisi economica. Negli Stati Uniti, e nel mondo anglosassone in generale, alcune banche sono finite in tribunale perché accusate di manipolare l’indice di riferimento per il mutuo, col risultato di applicare tassi elevati. In Europa e in Italia forse non siamo arrivati a questo livello, ma resta il fatto che sia i tassi variabili che quelli fissi non tengono conto affatto di una situazione di crisi economica, arrivando a pesare per un terzo sul reddito familiare. In particolare, sono i tassi variabili a finire nel mirino: dato che i fissi sono ormai impraticabili, tanto sono elevati, è proprio col variabile - eventualmente con un tetto a proteggere da eventuali sbalzi - che il mercato potrebbe rispondere alle domande dei (pochi) interessati all’acquisto. Una congiunzione, in questo momento, lontanissima.
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