Il dolore
La Finanza ferma chi compra in spiaggia
Bottiglie d’acqua, giocattoli, palloni: le Fiamme gialle chiedono gli scontrini. Pena la multa al bagno o all’emporio
VIAREGGIO. «Scusi, ce l’ha la ricevuta per quella bottiglia d’acqua?». Il bagnante che si sta dissetando sulla spiaggia osserva, con un pizzico di stupore, il giovane che gli ha fatto la domanda. Quest’ultimo si qualifica subito, giusto per chiarire: è un finanziere in borghese. A quel punto, l’uomo ha poche alternative: o tira fuori lo scontrino, o in qualche modo dimostra che la bottiglia se l’è portata da casa. Altrimenti, per chi gliel’ha venduta scatta la multa.
L’episodio è avvenuto in uno stabilimento balneare della Darsena. E non è che la punta dell’iceberg di una campagna di controlli anti-evasione: l’ennesima della Guardia di finanza in questa estate di caccia alla frode fiscale.
Occhio agli acquisti. In particolare, le Fiamme gialle stanno passando al setaccio le spiagge della Versilia per individuare i mancati scontrini. Ombrelloni affittati in nero, soprattutto. Ma anche gli acquisti fatti al bagno o all’emporio a due passi da mare, e che non vengono “battuti”, finiscono nel mirino. E proprio quest’ultima modalità di controllo è destinata a far discutere.
Già, perché più di un cliente si è visto chiedere conto dagli uomini delle Fiamme gialle su bottiglie d’acqua (appunto), palloni, giocattoli e così via. E al cliente che è informato scatta subito la domanda: ma perché controllate me, che non sono punibile? In effetti già da qualche anno la colpa del mancato scontrino ricade solo su chi ha venduto. Ma i finanzieri ribattono: possiamo farlo. Perché solo parlando con i clienti possiamo capire chi e come ha appena fatto il furbo.
Pagare di sera? Non va bene. Ma non è soltanto questo l’aspetto che ha causato lo sconcerto della clientela degli stabilimenti. Nel corso dei controlli - che continueranno fino alla fine della stagione, ormai vicina - la Finanza ha chiarito un aspetto: non si può pagare il conto di quanto acquistato a fine serata.
Chiunque frequenti un bagno, infatti, sa che spesso, per pura comodità, a pranzo si prende da mangiare e da bere, oppure si beve il caffè, e poi si ripassa di sera a saldare il conto. Questa prassi, più che con la volontà di fregare il Fisco, ha a che vedere con la pigrizia: si preferisce tornare subito in spiaggia, e poi tornare al banco dove c’è la cassa più tardi, quando si va verso casa.
Ma questa prassi, secondo quanto sostengono le Fiamme gialle, è illegale. Perché lo scontrino va emesso subito dopo l’acquisto del bene di consumo. Ancora peggio, fanno capire i finanzieri, è il caso di chi addirittura aspetta a fine stagione per saldare i conti... In questo caso, d’altra parte, la pigrizia c’entra poco.
Già numerose le multe. I controlli negli stabilimenti balneari, come documentato più volte dal Tirreno, hanno già prodotto una serie di multe ai danni dei titolari dei bagni.
Sono una decina, fino a questo momento, quelli stangati dalle Fiamme gialle: 516 euro la multa che dovranno pagare. Lo scontrino fiscale per l’ombrellone e lo sdraio è la vera novità di quest’anno. Gli stabilimenti sono stati invitati più volte, anche dalle associazioni sindacali, a tenersi pronti con una macchinetta per battere la ricevuta. Ed è il caso di dire che molti si sono messi in riga. C'è però chi ancora non resiste proprio alla tentazione di intascare i soldi senza versare un euro al Fisco.
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