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Versilia

Strage, il punto sul processo Dibattito con i familiari

di Donatella Francesconi ; di Donatella Francesconi
Strage, il punto sul processo Dibattito con i familiari

Le carte della lunga inchiesta e tutti i buchi del sistema delle manutenzioni Incontro con avvocati e giornalisti questa sera nella pineta di Levante

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VIAREGGIO. Tre giorni per non dimenticare che Viareggio è stata ferita e ancora piange 32 morti, persone che dormivano nelle proprie case, andavano al lavoro, portavano in giro il cane. Se l’è portare via un treno. In una maledetta notte di prima estate. L’asse, marcio di ruggine, che ha ceduto nel 2002 era passato da un’officina slovena dove l’esame al ultrasuoni cui era stato sottoposto costava 4,92 euro. L’affitto dei carri carichi di Gpl, invece, si portava via con 25 euro al giorno. Lo raccontano le carte dell’inchiesta condotta dalla Procura di Lucca che ha indagato 38 persone, tra le quali i vertici di Ferrovie dello stato. Se ne parla questa sera nello spazio organizzato vicino al Palazzetto dello sport dall’associazione “Il mondo che vorrei”, presieduta da Daniela Rombi e che riunisce i familiari delle vittime della strage. Alle 21,30 il dibattito su “A che punto siamo con il processo?" vede avvocati e giornalisti confrontarsi con le carte della Procura. Domani, invece, va in scena alla stessa ora lo spettacolo teatrale con lettura "Non c'è mai silenzio" (sul 29 giugno 2009) di e con Elisabetta Salvatori. Alla chitarra e violino Matteo Ceramelli. Nello spazio allestito ci sarà l’esposizione di documenti, opuscoli, libri, fotografie, video, comunicati, striscioni sulla strage di Viareggio. Sarà allestita anche una mostra di artisti che hanno donato le loro opere a sostegno dell’associazione. Ogni giorno dalle 17,30 è aperto il bar; dalle 19.30 la cucina

Il dibattito di questa sera sarà l’occasoine per un “viaggio” nelle 95mila pagine dell’inchiesta condotta dalla Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala che ha al proprio fianco i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino. A cominciare dall’agghiacciante premonizione dell’Eba, l’Agenzia per la sicurezza delle ferrovie tedesche che nel 2007 aveva annunciato il disastro ferroviario di Viareggio.

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