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Strage di Viareggio, lo scandalo della manutenzione fai-da-te
Controlli fatti in casa e conflitti di interesse: sotto accusa l’officina tedesca che, nonostante gli allarmi sugli assi rugginosi, ha svolto gli esami con apparecchiature mal calibrate. «Spesso la ruggine è stata coperta con una mano di vernice»
«Una manutenzione insufficiente delle sale montate (assi, ruote e boccole, ndr) costituisce un pericolo per la sicurezza pubblica in quanto minaccia con sufficiente probabilità la sicurezza del traffico ferroviario e di conseguenza vite umane o importanti beni materiali». È il luglio del 2007, due anni esatti prima del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio. Scrive così l'Eba, l'autorità di controllo sulle ferrovie di quella Germania da dove arriva l'asse che cede a Viareggio, sotto il peso delle ruggine mai intercettata. Ruggine presente sugli assi così di frequenta da contare nel maggio 2007 - continua l'Eba - sette incidenti ferroviaria in Germani, Austria, Olanda e Svizzera. Zone di ruggine sugli assili che - è l'allarme di Eba - «non di rado sono state ricoperte con vernice colorata».
LEGGI Il documento che lancia l'allarme
Esattamente come è accaduto per quello di Viareggio: lo dice chiaro e tondo l'inchiesta condotta dalla Procura di Lucca. Manutenzione è la parola chiave dell'indagine condotta dalla squadra Polfer guidata dall'ispettore superiore Angelo Laurino, comandante della squadra di polizia giudiziaria della Polfer di Milano. Carta dopo carta emerge il quadro di un sistema fai-da-te, autoreferenziale, facoltativo, senza regole certe e fuori da qualsiasi quadro normativo.
FOTO L'asse che ha provocato la strage - VIDEO
Un sistema all'interno del quale l'officina Jungenthal di Hannover, che ha inviato l'asse marcio alla Cima riparazioni di Mantova, non era autorizzata ad eseguire quegli esami ad ultrasuoni che non hanno intercettato la frattura da ruggine (cricca) nell'asse-killer. Esami fatti - i documenti lo dimostrano - con attrezzatura la cui calibratura era scaduta da tempo.
LEGGI Officina non autorizzata - Calibratura scaduta
L'atto di accusa è potente: «In definitiva - scrive Laurino - appare chiaro come che con la privatizzazione si è principalmente perseguito lo scopo di imporre comportamenti competitivi di mercato senza introdurre adeguati vincoli a garanzia della sicurezza dei sistemi di trasporto».
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