La manifestazione
San Camillo, nuovi ambulatori e strumenti
Ma restano le incertezze legate al rinnovo delle convenzioni con l’Asl: previsti tagli sul 2013
FORTE DEI MARMI. Gli investimenti continuano. A giorni è atteso l’arrivo dell’ottavo ecografo ed è stata recentemente completata la ristrutturazione della vecchia mensa cucina dove apriranno importanti ambulatori specialistici a settembre.
Continua anche il buon andamento sul fronte economico, almeno per quanto riguarda le prestazioni in convenzione: mezzo milione di euro in più incassati rispetto al budget previsto per il 2012. Ma nonostante questo resta l’incertezza per il futuro di una struttura che nell’ultimo anno è cresciuta richiamando un sempre maggior numero di pazienti (sia in convenzione che paganti) ed ora si trova a dover ricontrattare, a causa di pesanti tagli da Roma, i propri rapporti con il servizio sanitario nazionale.
Quetsa è la situazione in cui si trova oggi il San Camillo di Forte dei Marmi. Una realtà sanitaria ben radicata sul territorio che un anno fa, prima dell’intervento della Fondazione Opera San Camillo e dell’arrivo del direttore Thomas Schael, rischiava la chiusura. Oggi non è più così: i conti (finalizzati a un pareggio di bilancio e non a un’utile di esercizio come negli scopi istituzionali della Fondazione) sono sempre in rosso ma meno di prima. È cioè stato impostato un percorso di sviluppo e risanamento che ha consentito di mantenere, ani incrementare, personale e servizi. Alla luce della situazione generale dell’Asl, però, la domanda che si pone la direzione della casa di cura è se sarà ancora possibile portare avanti il progetto.
Servizi e ambulatori. La buona notizia è che per il momento il piano degli investimenti va avanti. «Abbiamo ultimato la ristrutturazione dell’ex mensa cucina - spiega Schael - dove saranno aperti 8 ambulatori specialistici per altrettante nuove branchie fino ad oggi non presenti al San Camillo». L’autorizzazione è già arrivata: ci saranno ambulatori di dermatologia e venerologia, gastroenterologia, geriatria, malattie metaboliche e diabetologia, nefrologia, neurologia, reumatologia, scienza dell’alimentazione dietetica ed endocrinologia. «A fine mese - continua il direttore - arriverà anche un nuovo ecografo, l’ottavo» acquistato prevalentemente per venire incontro alle richieste dei pazienti convenzionati con l’Asl.
Servizi e strumentazioni consento al San Camillo di mantenere liste d’attesa molto brevi. Un punto di forza che, insieme ad altri, ha fatto sì che a Forte arrivassero pazienti non solo dalla Versilia ma anche da Pisa, Livorno, Massa Carrara. E tantissimi arrivano da fuori Regione (con punte di 10mila pazienti al mese). Accanto a chi arriva tramite l’Asl ci sono i pazienti paganti che usufruiscono dei servizi (che seguono un percorso dedicato grazie agli ultimi investimenti fatti nella struttura)anche tramite le assicurazioni sanitarie con le quali il San Camillo ha allacciato rapporti di collaborazione.
I numeri. Sul fronte delle prestazioni in convenzione il 2012 procede dunque bene anche sul piano economico con un 46% in più di fatturato sul 2011. «Soffre maggiormente - aggiunge Schael - la degenza ma è un fenomeno che si lega anche alla crisi che investe ilPaese. Preoccupati per il lavoro e il rischio di perderlo in molti rinviano l’esecuzione di interventi chirurgici». Da cui la riduzione di circa 1 milione sul budget dello scorso anno «anche se dobbiamo rilevare un crescente apprezzamento dei servizi assicurati ai pazienti che arrivano anche d fuori regione, in particolare la Liguria, soprattutto per ortopedia».
Campagna acquisti. L’intenzione del San Camillo è di continuare a lavorare sulla qualità «portando da noi, come già accaduto, i grandi nomi della medicina e alcuni contatti con importanti professionisti che operano a Parma e a Milano sono già stati avviati».
Le prospettive. Dunque il San Camillo sembra intenzionato a crescere ancora. «Ma in proposito mi preme rivolgere un appello alle istituzioni - conclude Schael - la Fondazione ha fatto fronte a 5 milioni di indebitamento e 3 milioni di investimenti. Adesso si va verso una revisione della convenzione con l’Asl: i tempi stringono ma l’apertura di un tavolo di confronto tarda ad arrivare. A settembre partiremo con l’elaborazione dei nostri budget ma non sappiamo ancora cosa farà la parte pubblica».
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