Attenzione
Case e aree pubbliche ai rom Già spostate le prime roulotte
Ecco il progetto dei Comuni della Versilia storica per trovare una sistemazione ai nomadi che vivono nel campo di Querceta. Neri: sarà smantellato completamente in due settimane
QUERCETA. È stato argomento di accesi dabattiti e di una petizione da parte dei cittadini di Querceta. Poi qualcuno si è spinto fino al gesto folle scagliandocisi contro con un lancio di sassi.
Ma il campo Rom, presente da tempo sotto il cavalcaferrovia di Querceta, ha i giorni contati. Entro due settimane sarà definitivamente sgombrato.
La decisione, preannunciata nei giorni scorsi dal sindaco Ettore Neri, è stata ufficializzata a seguito di un incontro - ieri mattina - dal Prefetto di Lucca. Presenti i quattro sindaci della Versilia, il Comandate dei Carabinieri della Provincia e il Comandate della Polizia Municipale di Pietrasanta. L’obiettivo stabilito è stato quello di trovare in fretta dei luoghi limitrofi dove dislocare le circa 25 persone rimaste nel campo Rom che non hanno accettato di aderire al progetto di rimpatrio assistito dei Berretti Bianchi rimanendo in Italia. Luoghi individuati: case e aree pubbliche a Seravezza. Stazzema, Pietrasanta e anche a Forte dei Marmi.
«Adesso - spiega Ettore Neri, sindaco di Seravezza - dobbiamo cercare di accelerare la seconda fase, quella della ricerca delle soluzioni per smatellare il campo Rom, che dovrà avvenire nell’arco di due settimane. Ciò vuol dire che siamo stati in grado di chiudere il progetto in due mesi». Ai Rom rimasti sarà trovato un luogo in ognuno dei quattro comuni storici della Versilia, e intanto due rulotte sono state spostate nella parte più interna del comune di Seravezza. «Cercheremo con il contributo dell’associaizone Berretti Bianchi di distribuire nella maniera più capillare le persone che adesso sono sempre nel campo di Querceta. In questo modo sarà più facile monitorare e aiutare queste famiglie singolarmente». Una soluzione temporanea ma che nel frattempo favorirà di fatto l’integrazione delle famiglie che sono supportate dall’associazione di volontariato Berretti Bianchi. Per adesso la strada ipotizzata è quella di ricercare dei luoghi dove far stabilire le rulotte o abitazioni vere e proprie nelle quali far risiedere le famiglie Rom.
Nel comune di Stazzema è già stata individuata la casa che ospiterà una di queste famiglie, che si trova a Pontestazzemese.
«Noi come gli altri comuni della Versilia – commenta Michele Silicani, sindaco di Stazzema - stiamo cercando di risolvere un problema delicatissimo; il nostro comune sta aiutando, gratuitamente, questo percorso e ha favorito la soluzione auspicata almeno per questo nucleo familiare di poter essere assorbito sul nostro territorio. Abbiamo chiesto però di non collocare la famiglia in una rulotte per i rischi che avrebbero potuto correre durante l’inverno, per le condizioni climatiche tipiche della nostra zona».
Il contratto d’affitto dell’appartamento, stipulato dall’associazione Berretti Bianchi, sarà interamente pagato da quest’ultimi che, per assicurare la serietà e la gestione del nucleo familiare Rom, aprirà una propria sede al piano terra dello stesso fabbricato. Questo «per dare ulteriore garanzia al paese e alla comunità stazzemese con una loro presenza in prima persona in quanto associazione umanitaria e per i diritti civili».
Una rassicurazione, questa, che si legge in un comunicato che il comune di Stazzema diffonderà agli abitanti di Pontestazzemese per spiegare i punti fondamentali di questo progetto. Un piano di integrazione sul quale si ripongono molte aspettative, come afferma in un comunicato il circolo Versilia Nord di Sinistra Ecologia e Libertà. «Anche il comune di Forte dei Marmi ha dato il suo contributo mettendo a disposizione 10 mila euro per facilitare lo spostamento, in altre aree del territorio, delle famiglie rimaste. Sel ritiene che questo sia un progetto di grande valore sia da un punto di vista etico che umanitario».
In pratica tutti e 4 i comuni della Versilia storica daranno il proprio contributo alla soluzione del problema che, come sempre sostenuto da Neri, è di carattere comprensoriale.
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