Il dolore
Benvenuti al Grand Hotel ex Telecom
La palazzina alla Migliarina di nuovo occupata: chi ci vive chiude addirittura a chiave la porta
VIAREGGIO. C’era ancora in carica il sindaco Marco Marcucci quando è emerso il problema dell'ex edificio, che ospitava gli uffici della Telecom, di proprietà di un privato, che una volta libero è stato a più riprese per utilizzarlo come dormitorio. Per un periodo ha visto la presenza di famiglie rom che poi furono allontanate con relativa bonifica della struttura. Ma a distanza di poco tempo, anche sotto l’amministrazione Lunardini, l'edificio è tornato ad essere preso di mira da extracomunitari che hanno sfondato le finestre murate, danneggiato le inferriate esterne della recinzione e quelle installate a protezione degli ingressi per impossessarsi dell’edificio.
Fino ad oggi nonostante i diversi interventi da parte delle forze dell'ordine e dell'amministrazione comunale la struttura viene puntualmente occupata senza che la proprietà prenda provvedimenti.
Il caso dell’ex Telecom è tornato di attualità mercoledì pomeriggio, quando qualcuno degli ospiti si è dimenticato di spegnere un fornello ed è divampa un incendio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi visto che all'interno c’erano 4-5 bombole di gpl (ora sotto sequestro da parte della polizia municipale che è intervenuta unitamente ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine).
Ieri la struttura era nuovamente abitata da nordafricani che entrano dal retro del palazzo, passando attraverso la recinzione che è stata allargata.
Chi la utilizza l'ha adibita come fosse una pensioncina. Ci sono delle stanze trasformate in piccoli appartamenti con tanto di porte chiuse con lucchetto. Resta ovviamnete drammatica la situazione sotto il profilo igienico- sanitario. «Meglio lì dentro che fuori» commenta uno degli occupanti. «Non facciamo nulla di male - dice - stiamo qui perché non abbiamo una casa, tanto è vuota, non viene utilizzata». I vigili del fuoco quando sono entrati per spegnere le fiamme hanno trovato anche borse e biancheria. Forse proventi di furti e scippi messi a segno in questi ultimi tempi.
E la situazione non può che preoccupare i residenti della zona. «Abbiamo scritto varie volte in Comune, ci hanno fatto promesse, mai mantenute - dicono - per evitare che lo stabile venga occupato così frequentemente. Evidentemente la proprietà può permettersi di non risolvere i problemi che da anni ormai ci sono».
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