La manifestazione
Spiagge all’asta, la sinistra divisa
Rifondazione “corregge” la Cgil: «Ok difendere chi lavora nei bagni, ma le gare non sono la soluzione»
VIAREGGIO. «Le aste delle spiagge? Non sono la soluzione per tutelare meglio chi lavora nei bagni». La Federazione della sinistra (Rifondazione e Comunisti italiani), per bocca di Mario Navari e Stefano Lodi Rizzini, irrompe così nel dibattito sulla Bolkestein e sulla messa a gara delle concessioni demaniali. Una posizione che di fatto corregge l’impostazione della Cgil: tramite il segretario della Filcams Massimiliano Bindocci, il sindacato aveva apertamente appoggiato le aste perché ritenute una panacea «contro gli abusi, anche di lavoro nero, perpetrati dai balneari».
«Il Ministro al turismo Piero Gnudi del governo Monti annuncia che entro un mese sarà approvato il decreto relativo alla Bolkestein - affermano Navari e Lodi Rizzini - In questo contesto, la categoria dei balneari rivendica, crediamo legittimamente, la possibilità di dire la propria in merito alla parte della direttiva Bolkestein che riguarda le aste per l'affidamento delle concessioni del demanio marittimo. Per quanto ci riguarda, trattandosi di aree pubbliche, crediamo che la discussione dovrebbe interessare prima di tutto le amministrazioni locali (Comuni. Provincia, Regione) che dovrebbero indicare la miglior forma di gestione delle concessioni, nell’interesse delle proprie comunità».
«Per evitare errate interpretazioni - proseguono - ribadiamo la nostra netta contrarietà alla direttiva Bolkestein in materia di appalti. Direttiva che abbiamo contrastato fin dalla prima ora, unica forza politica insieme alle organizzazioni sindacali, per la possibilità che lavoratori di stati membri con bassa protezione sociale ed economia arretrata fossero chiamati a lavorare in paesi con maggiori tutele ma contrattualizzati secondo contratti di lavoro in vigore nel paese di provenienza (caso dell’ “idraulico polacco”), con minori garanzie, retribuzioni e sicurezza sul lavoro».
«Altra cosa, invece, è questo pezzo della direttiva relativa alle aste. Per questo vorremmo parlare dell'affidamento delle aree demaniali entrando nel merito della questione: di come garantire una gestione non solo di carattere locale, ma di qualità, rispettosa dell’ambiente e dei diritti e dei salari dei lavoratori stagionali (come chiedo negli ultimi giorni con forza anche dalla Cgil). Vorremmo discutere dei diritti-doveri dei concessionari, delle modalità di gestione delle spiagge e dell’accesso alle stesse, sia in estate che in inverno, delle possibili tipologie di investimenti su quelle aree, della durata delle concessioni e, perché no, di come tutelare gli investimenti fatti fino ad oggi dagli imprenditori del settore. Vorremmo confrontarci su come garantire spazi adeguati da destinare a spiagge libere e a spiagge libere attrezzate - oggi insufficienti - per sviluppare un’offerta diversificata e più solidale nei confronti di chi, altrimenti, non potrebbe neppure permettersi un po’ di mare d’estate. Non è ancora troppo tardi - concludono Navari e Lodi Rizzini - Si apra su questi temi un confronto pubblico serio. Crediamo ne valga la pena».
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