Il Tirreno

Versilia

Scatta la protesta contro il ticket sull’ambulanza

Associazioni contrarie al pagamento del trasporto sanitario Caprili (Croce Verde): «Non vogliamo diventare esattori»

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VIAREGGIO. Il ticket sull’ambulanza, e cioè il pagamento del trasporto sanitario ordinario anche quando lo prescrive il medico, è ancora di là da venire. Ma sta già facendo discutere. Oltre alla perplessità di numerosi utenti, c’è la prevedibile resistenza delle associazioni di volontariato. Che accettano poco volentieri questa ipotesi.

«Due premesse sono necessarie - scrive Milziade Caprili, ex senatore e presidente della Croce Verde - La prima: ho molto rispetto per chi, particolarmente in questo periodo, si trova a dover amministrare un comune o una Provincia o una Regione. Non mi sfugge che in Toscana, per esempio ed è quello che in questo caso ci interessa, dovremo far fronte a tagli per 110 milioni in questo 2012 e ben 400 milioni per il 2013 e il 2014. Che per la sanità si prevede un abbattimento dei costi del 5%, in termini assoluti 250 milioni a fronte, tuttavia, di tagli nei trasferimenti statali stimati per il doppio, 500 milioni. La seconda: si tratta di una ipotesi che, però, circolando con una certa insistenza, potrebbe essere molto vicina a quello che potrebbe accadere. Quindi? Quindi sarei contrario e non vorrei contribuire con il nostro silenzio ad un mutamento in negativo di punti rilevanti del sistema sanitario toscano. Di questo si tratta».

«Il dottor Nicolini - prosegue Caprili - ci ricorda che siamo una delle poche regioni dove non si paga il ticket per i trasporti sanitari. È un bene e non una anomalia da correggere. Tant’è, dottor Nicolini, che l’eventuale mutamento sarebbe imposto dalla crisi e non da una libera scelta, diciamo così, in tempo di pace. Se qualcuno pensa che le associazioni di volontariato diventino esattrici in conto terzi, è bene che se lo tolga dalla testa. Poi, il merito: un anziano ed una anziana che devono fare la radioterapia a Lucca perché hanno un tumore devono pagare? Altrimenti che facciamo, non la portiamo? Ma non sentite, al di sopra di ogni populismo d’accatto, che c’è qualcosa che stona? Guardate che noi forse ci guadagneremmo dal punto di vista dei rimborsi. Ma non è questo il punto: il punto è la nostra capacità complessiva come sanità toscana di stare con i bisogni dei nostri concittadini e le nostre concittadine, soprattutto quanti sono affetti da malattie importanti. Ci sono altri modi? Ho letto qualche giorno addietro - conclude Caprili - che il bilancio della nostra Asl avrebbe una sofferenza di circa 12 milioni. Sette sarebbero a carico della regione e cinque, ci ha detto il dottor Sassoli (direttore generale dell’Asl, ndr), con tagli e risparmi che non incideranno sui servizi della nostra Asl. Appunto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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