La manifestazione
MamaMia, ancora uno stop alla musica
TORRE DEL LAGO. «Gli impianti acustici posizionati all’esterno del locale “MamaMia” devono essere tolti e non utilizzati fino al necessario e competente nullaosta dell’Ente Parco Migliarino San...
TORRE DEL LAGO. «Gli impianti acustici posizionati all’esterno del locale “MamaMia” devono essere tolti e non utilizzati fino al necessario e competente nullaosta dell’Ente Parco Migliarino San Rossore». Ci risiamo. Il Comune, ufficio Suap ingaggia un nuovo “corpo a corpo” con il celebre locale della Marina di Torre del Lago, chiuso dalla magistratura per tutto lo scorso inverno. «I locali della Marina -ricordava nei giorni scorsi Alessandro Cerrai che per Confesercenti Versilia segue il settore del turismo - non sono piovuti dal cielo: sono il frutto di un accordo tra Enti all’interno del Piano di gestione del Parco». Parco che, quando proibisce è contro lo sviluppo, ma che in questo caso viene “agitato” proprio come lo spettro a causa del quale è necessario proibire. «Per il posizionamento e l’utilizzo di impianti che comportino una modifica, ancorché temporanea rilevante sotto il profilo ambientale e paesaggistico», scrive il Suap a firma di Eleonora Certo, occorre il nullaosta da parte del competente Ente Parco”. Il quale, però, una posizione in realtà non l’ha ancora presa. Infatti, il 20 luglio, il Parco – sempre sullo stesso argomento – invia al Comune e all’avvocato di Alessio De Giorgi, titolare della “Gesticom” – una comunicazione «relativa al possibile rigetto dell’istanza di nullaosta e richiesta di elementi innovativi o osservazioni in merito». La diffusione di musica all’aperto – scrive il Parco – «a sua volta genera altri impatti, indiretti, sull’ambiente dovuti all’afflusso di persone». Impatti così elencati: “«nquinamento da rifiuti solidi urbani, inquinamento luminoso, sovra calpestio ambienti naturali limitrofi, rischio incendi». Ora, considerato che sulla Marina della frazione non si recita il rosario, ma si pranza, si cena, si va al mare negli stabilimenti balneari e sulla spiaggia libera, e tutto questo non lo si fa certo in silenzio, non sarebbe evidentemente quella del “Mama Mia” l’unico ‘rumore’ da spegnere. Visto anche che la presa di posizione del Parco ricorda come “le attività richieste conseguenti alla diffusione sonora all’aperto non sono previste nei vigenti strumenti pianificatori” e che «il Regolamento d’uso del territorio del parco viete le attività che producono emissioni sonore e luminose tali da arrecare disturbo agli habitat naturali, agli utenti ed ai fruitori del parco, ed in generale alla tranquillità dei luoghi». Silenzio, dunque. Ma per tutti. O no?
Donatella Francesconi
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