Il Tirreno

Versilia

La crisi blocca gli aiuti per l’Africa

L’Onlus di Larini ottiene due studi medici: ma mancano i soldi per il trasporto

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CAMAIORE. Alcuni benefattori del Rotary Club Area Toscana 2 hanno donato uno studio odontoiatrico, uno studio ginecologico e un generatore. Materiale destinato a quella parte dell'Africa più povera. Quelli che mancano però sono i soldi per poter spedire il container in Rwanda. Per questo l'associazione Cristian Larini onlus si rimbocca la maniche e parte con una serie di iniziative per raccogliere fondi e aiuti. L'associazione guidata da Claudio Larini è attiva da diversi anni in Rwanda. In poco tempo, dal nulla, ha preso in carico 150 persone per quanto riguarda l'assistenza medica, e altre 120 famiglie affette da Aids. Non semplice assistenzialismo: l'onlus di Camaiore ha infatti costruito (e avviato) una scuola (che da 40 ragazzi oggi fornisce un'istruzione a 120 bambini), e soprattutto ha avviato la politica dell'autosostentamento. «Abbiamo comprato e donato loro dei terreni - spiega una delle responsabili del progetto, Silvia D'Alessandro - e regalato semi e animali. In poco tempo, producendo latte, peperoni, melanzane e carote non solo hanno risolto il problema della fame, ma riescono, vendendo i prodotti, a fare piccole migliorie alle loro abitazioni ». In Rwanda l'associazione ha anche attivato un studio medico e dentistico, ricavato un pozzo per l'acqua potabile, attivato pannelli fotovoltaici per portare la corrente in mezzo alla foresta. E negli ultimi tempi sono riusciti a farsi donare due importanti laboratori, uno dentistico e uno ginecologico, oltre al generatore per farli funzionare. E l'assurdo è che non ci sono soldi per portare il container in Africa. «Per un container - spiega Claudio Larini - ci vogliono circa 6 mila euro. La nostra associazione purtroppo non ha mai ricevuto fondi pubblici, a parte dal Comune, e dal 2008 non percepisce neanche più l'8 per mille. E con la crisi le donazioni sono meno frequenti». Per questo l'onlus Cristian Larini a breve avvierà una serie di iniziative per raccogliere fondi. «Sono tornata dall'Africa proprio per questo - racconta Silvia - per tornare in Rwanda con tutto il materiale medico occorrente». Cene, balli, spettacoli, banchetti: saranno diverse le attività che partiranno nei prossimi giorni per riuscire a raccogliere i fondi necessari.(m.p.)

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