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Versilia

Niente scuolabus per i bimbi del centro

Niente scuolabus per i bimbi del centro

Intanto il commissario stanzia 50mila euro per lavori di somma urgenza non specificati in delibera

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VIAREGGIO. Niente scuolabus per i bambini del centro città. È l’amara sorpresa che dopo Ferragosto hanno trovato i genitori alle prese con l’organizzazione del nuovo anno scolastico. I bambini delle scuole del centro, intese come “Motto”, “Lambruschini” e “Pascoli” andranno a scuola a piedi o accompagnati in auto dai genitori. Con buona pace del costo della benzina e dell’inquinamento dell’aria in una città che si fregia di essere dei bambini e delle bambine sulla carta, ma che in realtà è nemica di pedoni e ciclisti, soprattutto se formato baby.

La scelta - si viene a sapere nei meandri di un Municipio alla prese con i conti che il commissario prefettizio sta esaminando - è della Giunta Lunardini. Che già nel 2011 aveva deciso così. Complici anche i costi delle revisioni che il parco bus, certo non nuovissimo, avrebbe dovuto sostenere. Anche il commissario, così racconta radio-Municipio - ha chiesto agli uffici competenti di «rivedere le linee degli scuolabus per razionalizzarne l’utilizzo». Un verbo, “razionalizzare” che in Italia fa troppo spesso rima con tagliare.

Intanto, il 29 agosto scadono i contratti in staff: Monica Cucurnia, fresca di incarico come addetta stampa, Maria Lidia Iascone, dirigente dell’avvocatura, Sabrina Squitieri, capo di gabinetto dell’ex sindaco Lunardini, Edoardo Rivola, direttore generale. Per i primi tre contratti si parla di rinnovo, anche se nessuna comunicazione in materia è ancora stata emessa.

E, a proposito di spese - in attesa che il commissario o i suoi uffici spieghino se l’auto presa in affitto e al momento pagata con soldi propri andrà o meno sulle spese del Comune - il commissario ha firmato il 9 agosto una delibera su richiesta del dirigente del lavori pubblici, Riccardo Raffaelli. Che si è così “conquistato” 50mila euro (una parte degli oneri di urbanizzazione 2012) da destinare a «lavori di somma urgenza per l’esecuzione di interventi obbligatori volti ad evitare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità e danni gravi e certi all’Ente».

Di che tipo di lavori si tratti non è dato saperlo: la deliberazione non spiega e non rimanda ad allegati che possano aiutare a fare luce sugli interventi finanziati.

Donatella Francesconi

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