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Versilia

«Nessun ritardo è più tollerabile»

«Nessun ritardo è più tollerabile»

Granaiola (Pd): occorre un intervento d’urgenza per evitare danni ad ambiente ed economia

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VIAREGGIO. «Siamo a conoscenza del guasto alle porte vinciane». Così Gennarino Costabile, dirigente della Provincia (infrastrutture e pianificazione) scrive il 26 luglio scorso al Consorzio di bonifica e alla società sportiva “Canoa Kayak Versilia” che per prima aveva dato l’allarme delle porte aperte, con ingresso di meduse nell’acqua dolce del Burlamacca. La Provincia sapeva, dunque, quasi un mese prima che scoppiasse il caso “lago salato”. «La Provincia ha già chiesto il finanziamento alla Regione - scrive Costabile - per poter intervenire. Si ritiene che ciò sia possibile entro la prima settimana di settembre».

Dopo avere incontrato dirigenti e tecnici del Consorzio di bonifical, la senatrice del Pd Manuela Granaiola, ieri non ha risparmiato il grido di allarme sulle sorti del lago: «Ad oggi circa 3.500.000 m3 di acqua salata si sono riversati nel sistema del lago a causa di un guasto nel sistema delle porte Vinciane, del mancato controllo del loro corretto utilizzo (da tempo non c'è più alcuna forma di sorveglianza) e dell'irresponsabilità di chi non le ha correttamente utilizzate. Un danno gravissimo per tutto l'ecosistema che ora rischia di riversare le sue conseguenze anche nell'agricoltura. Ai primi di luglio l'associazione Kayak Versilia segnala al Parco ed al Consorzio di Bonifica il guasto delle chiuse, il loro non corretto utilizzo e la penetrazione dell'acqua salata nelle zone palustri. Il Consorzio si attiva immediatamente per comunicare agli enti competenti (Comune di Massarosa, Comune di Vecchiano, Autorità di Bacino, e Regione) ed alla Provincia - responsabile della funzionamento e manutenzione del sistema delle chiuse - dell'ingente danno recato al sistema palustre ed delle possibili ulteriori gravi conseguenze. È insopportabile che, con diecimila enti che operano sul lago, sia necessaria la segnalazione di una associazione per accorgersi di un danno ambientale così rilevante. Segnalazione responsabilmente fatta propria solo dal Consorzio di Bonifica. Ora occorre un intervento d'urgenza per bloccare i danni ed impedire che divengano totalmente irreversibili. Danni per evitare i quali sembra potesse bastare un investimento intorno ai 150 euro. Incomprensibile far trascorre altro tempo; quel danno va considerato alla stessa stregua di una frana, di un'inondazione o di una grave interruzione viaria».

Oggi - conclude Granaiola con riferimento alla presa di posizione della Provincia - «è tardi peri ragionare di massimi sistemi, di videosorveglianza o di competenze per la gestione del "casello idraulico". Bisogna invece intervenire subito come per un evento di somma urgenza. Nessun ritardo è ulteriormente tollerabile se vogliamo almeno evitare il rischio di altri irreparabili danni per l'ambiente ed alla economia agricola circostante».

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