Il Tirreno

Versilia

Nasce il ticket sui trasporti in ambulanza

di Matteo Tuccini
Nasce il ticket sui trasporti in ambulanza

Il paziente pagherà il servizio anche quando c’è la richiesta del medico per motivi di cura. Solo l’urgenza resterà gratis

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VIAREGGIO. Lo spettro di un nuovo ticket si aggira per la Versilia. È quello che la Regione introdurrà a breve sui trasporti sanitari ordinari, cioè quel servizio di ambulanza che sta fuori dall’urgenza. E che riguarda i tanti pazienti portati ogni giorno dai mezzi di Misericordie e Pubbliche assistenze a sostenere cure ed esami. Ancora oggi, completamente gratis se c’è una prescrizione medica a motivarne il trasporto.

L’ipotesi - così viene definita dagli addetti ai lavori - di far pagare il servizio ordinario è allo studio da tempo in Regione, che vorrebbe inserirla nel piano di riorganizzazione del 118. Come conferma al Tirreno il direttore del 118 dell’Asl 12, Andrea Nicolini: «Se ne parla - spiega il dottor Nicolini, che presiede il sistema dei trasporti sanitari in Versilia - anche se tengo a precisare che non c’è una decisione presa a livello ufficiale. D’altra parte, la Toscana è una delle poche realtà che non fanno pagare questo ticket». A restare gratuita, a quel punto, resterebbe solo l’urgenza. Fermo restando che il contributo non riguarderà chi per le sue condizioni di salute deve essere per forza trasportato in ambulanza, ad esempio le persone che non possono alzarsi dal letto.

È difficile, al momento, fare ipotesi su quanto peserà questo ticket. Ma è possibile fare un esempio. Tra i trasporti sanitari più comuni c’è quello per il ciclo di radioterapie all’ospedale Campo di Marte di Lucca, a cui devono sottoporsi i pazienti oncologici. Da Viareggio sono circa 42 euro di spesa per l’associazione di volontariato, quota che poi viene rimborsata dall’Asl. Ma è possibile, e soprattutto legittimo, che il cittadino si sobbarchi l’intera spesa, arrivando a versare 40 euro solo per recarsi a una radioterapia? L’impressione è che non sarà così. E che si chiederà, come avviene sui farmaci e sulla specialistica ambulatoriale, una “compartecipazione” alla spesa, magari modulata sul reddito del paziente. Nel caso del ciclo di radioterapia, insomma, la spesa a carico dell’utente dovrebbe restare sotto i 10 euro.

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