Il dolore
Bozzano scippa la sagra di paese ai “cugini” di Quiesa
MASSAROSA. Ve lo immaginate cosa vorrebbe dire confondere l'organo di Corsanico con le campane di Bargecchia? A Massarosa, dove i campanilismi sono accentuati, ne nascerebbe un putiferio. Oppure...
MASSAROSA. Ve lo immaginate cosa vorrebbe dire confondere l'organo di Corsanico con le campane di Bargecchia? A Massarosa, dove i campanilismi sono accentuati, ne nascerebbe un putiferio. Oppure immaginereste di invertire le location della sagra della Pupporina con quella della Bruschetta? In questo caso però non serve l'immaginazione, perché è proprio quello che succederà questa estate. Quiesa infatti "perde" la tradizionale sagra della Bruschetta, che quest'anno si trasferirà nella vicina Bozzano. L'area nuova individuata per la sagra di Quiesa non è ancora pronta, quella vecchia è inutilizzabile e così i residenti di Quiesa, che piaccia o no, per partecipare alla "loro" festa dovranno sportarsi nell'area della Pupporina, che proprio ieri ha chiuso i battenti. La scelta, a quanto pare, è stata fatta dalle due associazione che organizzano la sagra della bruschetta, la Misericordia di Quiesa e i donatori sangue Fratres di Quiesa. In sostanza l'amministrazione comunale, lo scorso anno (dopo peripezie che duravano da anni) riuscì ad acquisire una grande area vicino al Parco, tra il Molinaccio e il campo sportivo, e a "girarla" in comodato d'uso gratuito alle due associazioni, per farne l'area definitiva della festa. Quella vecchia infatti, vicino al parrocchia lungo la Sarzanese, da anni non aveva più i requisiti tecnici minimi indispensabili. Così a luglio dello scorso anno le due associazioni entrano in "possesso" dell'area. Ma mancano i permessi a costruire: spianare il terreno, ristrutturare alcuni edifici. Permessi che arrivano solo nel maggio del 2012. Troppo poco tempo, per le due associazioni, per poter sistemare l'area e contemporaneamente organizzare la sagra. E non si può neanche tornare alla vecchia zona, perché nel frattempo le autorizzazioni triennali concesse dal Comune sono scadute. Da qui la scelta: spostarsi a Bozzano. Qui i locali Fratres hanno dato esempio di straordinaria ospitalità, cedendo l'area senza battere ciglio. Tra i paesani a Quiesa però il malumore è diffuso. «Meglio la vecchia sede - dice qualcuno tra i più anziani che incontriamo al bar - che andare a Bozzano. Noi con Bozzano non abbiamo nulla da spartire». Malumori anche a Bozzano: «Va bene chiudere la strada per la nostra fiera, ma ora i disagi diventano eccessivi», dice qualcuno.
Marco Pomella
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