Italia
Prezzi bloccati e offerte Ma l’Alta Versilia soffre
STAZZEMA. Si sa, i paesi dell'Alta Versilia seminati tra le Alpi Apuane hanno sempre il loro fascino. Se poi aggiungiamo quell'aria fresca che tutte le sere si leva puntuale al calar del sole, tanto...
STAZZEMA. Si sa, i paesi dell'Alta Versilia seminati tra le Alpi Apuane hanno sempre il loro fascino. Se poi aggiungiamo quell'aria fresca che tutte le sere si leva puntuale al calar del sole, tanto amata dai villeggianti della costa, la montagna non dovrebbe aver difficoltà ad attirare turisti. Invece, se nel 2011 l'Alta Versilia si era salvata dalla crisi che aveva già un po' colpito la zona, quest'anno anche a Stazzema le strutture ricettive e i ristoranti denunciano una flessione nel bilancio delle presenze. La diminuzione di clienti è stata risentita soprattutto nel periodo di giugno e luglio, che hanno registrato numeri quasi da bassa stagione, anche se agosto si conferma il mese del boom turistico. «Sia a giugno che a luglio - commenta Luciana Garbati, titolare della trattoria Luciana di Mulina - non c'è stato un granché. Ad agosto invece stiamo avendo un buon afflusso di persone; però c'è da dire che nel giorno di Ferragosto non abbiamo ricevuto moltissime richieste di prenotazione che ci costringessero a rifiutarle, cosa che succedeva gli altri anni». Anche le strutture ricettive hanno risentito della crisi economica con una distribuzione delle presenze simile a quella dei ristoranti. «La crisi c'è e si vede - afferma la titolare dell'albergo Raffaello di Levigliani. Se abbiamo retto il colpo con il ristorante, con l'albergo c'è stato un calo. Ormai la stagione si è concentrata su queste settimane di agosto». Solita sorte per il secondo albergo di Levigliani, il Vallechiara. «Abbiamo lavorato molto meno rispetto al 2011 - spiega Piera, che con il marito gestisce da anni l'albergo. Ho affittato molte meno camere, e anche ad agosto, a parte questi giorni, non ho fatto il pienone».
Ma anche in un clima così avverso con il turismo, esistono degli spiragli di luce, con attività che hanno registrato un afflusso pari a quello degli altri anni. E' il caso dell'hotel ristorante La Pania di Pontestazzemese e del ristorante Poveromo di Pruno. «Questo mese stiamo lavorando moltissimo, e anche a giugno e luglio - dice Giulia, titolare de La Pania - ci siamo mantenuti sui livelli del 2011 sia come albergo che come ristorante. Il nostro è anche locale pizzeria e questo ci sta salvando: le persone cercano di spendere meno; nessuno prende più antipasto, primo e secondo, ed è difficle vendere anche vini di una certa qualità».
«Sarà che abbiamo dei prezzi ragionevoli, bloccati da otto anni, o il paesaggio di Pruno, ma noi - commenta Vasco, chef patron del Poveromo - stiamo lavorado come l'anno scorso. La qualità delle nostre portate è la stessa e il caffè costa sempre 0,80 cent e il corretto un euro. Questa è la nostra filosofia: meglio andare in pari che essere costretti a tirare i remi in barca». E sicuramente anche la presenza di numerose sagre crea competizione in un mercato ormai ristretto. «Non sono assolutamente ostile alle sagre paesane, al contrario, ma ritengo - afferma Luciana Garbati - che dovrebbero essere maggiormente regolamentate per fare in modo che valorizzino i prodotti locali».
Tiziano Baldi Galleni
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