La protesta
Vanzina: un nuovo film in Versilia
Lo sceneggiatore a Forte per un sopralluogo. «Stiamo lavorando a una fiction vacanziera per la prossima stagione»
FORTE DEI MARMI. Enrico Vanzina, grande sceneggiatore, fratello del regista Carlo e figlio maggiore del grandeo Steno, è a Castiglioncello per godersi una pausa dal lavoro.
È reduce da una serie di sopralluoghi per motivi cinematografici in zone balneari, tra cui la nostra Versilia.
«Ci sarebbe l’intenzione di fare una serie televisiva ambientata in varie località di mare – spiega Vanzina – e alcune delle puntate potrebbero essere anche in Versilia, ma dobbiamo ancora fare i conti con il budget, che è ridotto. In ogni caso il progetto ormai sarebbe per il prossimo anno».
Sembra dunque che dovremo attendere per vedere la nostra costa tornare ad essere protagonista di storie sentimentali, ironiche e tipicamente italiane.
Nel frattempo il lavoro a Vanzina non manca: il 23 cominceranno i in America le riprese del nuovo film, “Mai Stati Uniti”, con Ricky Memphis, Ambra Angiolini, Anna Foglietta, Dario Bandiera e Giovanni Vernia, che «Racconta la storia di cinque fratelli che non sapevano di esserlo – ci dice lo sceneggiatore - e, durante il viaggio per portare le ceneri del padre in Arizona, riscoprono il senso della famiglia».
Da qui il gioco di parole nel titolo, che designa sia il luogo di svolgimento dell’azione, sia i rapporti tra i protagonisti. Ma tornando ai nostri lidi, viene in mente che il famoso “Sapore di mare” compie ormai trent’anni. Un film che nel 1982, dopo gli anni di piombo, ha riportato alla ribalta nazionale la nostra costa e che aleggia ancora nell’immaginario comune. Sembra d’obbligo chiedere a Vanzina cosa cambierebbe se dovesse riscriverne la sceneggiatura adattandola ai tempi di oggi.
«Quello era un film su come eravamo negli anni ’60. Si ricostruivano personaggi e modi di fare e di parlare a partire da quello che erano quegli anni – racconta – oggi questi dettagli sono sicuramente diversi. Anche i rapporti che quei giovani avevano con i genitori, molto più semplici e rispettosi nei modi, oggi possono far ridere, perché questa generazione è generalmente più eccessiva. Quello che sicuramente non cambia sono i sentimenti: il senso di allegria, di stupore o di dolore per gli amori estivi sono sempre gli stessi»
Si aggiornano i costumi, ma le emozioni sono le stesse di sempre.
«Quello che cambierei, soprattutto, sarebbe la colonna sonora: le canzoni degli anni ’60 erano belle perché raccontavano delle storie. Finivi di ascoltare una canzone ed il cantautore ti aveva raccontato una storia. Oggi questo si è un po’ perso. Per alcune scene oggi sceglierei Giorgia ad esempio, che mi piace molto»
«Sarà anche che il mestiere di compositore sta diventando sempre più un’arte rara, dato che molte canzoni si reggono su un ritornello riproposto all’infinito. O in una ripetizione ritmica di suoni, adatti al clima da discoteca. Ed è a questo punto che sembra lecito chiedere perché Vanzina abbia dichiarato che quella di oggi è una “Generazione Twilight”. «Vacanze che per i giovani, quindi, più che sapore di mare hanno sapore di locali. Ma quelle pellicole che raccontavano storie reali e, se vogliamo, comuni, hanno ancora il loro fascino.
«La forza di quei film – afferma Vanzina - è che anche i ragazzi di oggi, quando li guardano, rimangono affascinati dalla semplicità di quel periodo, dal modo di usare e non subire i sentimenti. Oggi la vita si è banalizzata molto. Una volta c’erano le lettere e quello che scrivevi rimaneva, oggi con il computer puoi cancellare le cose. Anche solo la mail, la scrivi in poco tempo e la invii subito. Ci voleva un pomeriggio per scrivere una lettera»
E bisognava aspettare giorni perché arrivasse a destinazione. Ma non c’è nostalgia nelle parole di Enrico Vanzina, che dichiara di vivere appieno il presente e di essere proiettato nel futuro, pur ricordandosi il passato. Così come non c’è nostalgia nel suo ritornare a Castiglioncello.
«Sono scomparsi i genitori e molti degli amici, ritornare nei posti in cui ritrovo i ricordi di persone amate è un piacere. Per molto tempo non sono tornato qui per il dolore, ma ora che la separazione è passata, mi tornano in mente cose che avevo dimenticato e che mi danno un senso di identità, una connessione con il passato senza vivere nel passato»
In un luogo che è stato fulcro culturale scelto da grandi pittori e letterati come i Macchiaioli, prima ancora di essere, tra gli anni ’50 e ’70, ritrovo e rifugio di amici e grandi attori come Sordi e Mastroianni. Tanto che i Vanzina ambirebbero a girare un film su Castiglioncello e la sua storia. Intanto pensano a Forte.
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