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Lago invaso dall’acqua del mare

Lago invaso dall’acqua del mare

L’allarme della Lipu: le costose paratie installate dalla Provincia non funzionano e restano aperte

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VIAREGGIO. «Cosa sta succedendo al Massaciuccoli? Qualcuno si sarà chiesto perchè in un periodo di crisi idrica prolungata come questo - che non si registrava dall'estate del 2003 - mentre si prosciugano laghi e fiumi, si raziona l'acqua negli acquedotti cittadini, il livello del lago non accenna a diminuire». L’allarme arriva dall’Oasi Lipu: «Dal 15 giugno - si legge in una nota di Andrea Fontanelli, responsabile dell’Oasi - : il lago è in diretta comunicazione con il mare attraverso il Burlamacca in quanto le porte vinciane rimangono aperte». Le cause di questa situazione sono principalmente tre: prima fra tutti «il malgoverno del territorio. Per cui il sistema di paratie mobili denominato "piccolo mose" realizzato alcuni anni fa con ingenti investimenti di denaro pubblico che doveva andare a sostituire le porte vinciane non è mai entrato in funzione a causa di lentezze burocratiche che al momento ne hanno impedito il collaudo e giace placidamente sul fondo del Burlamacca. La responsabilità dell'impianto è in capo alla Provincia». A questo si aggiungono «l'inciviltà, l'ignoranza e l'irresponsabilità di alcune persone. Probabilmente pescatori di Viareggio che ogni notte entrano nel canale Burlamacca dal mare per andare a pescare e pensano bene di aprire le porte e fissarle aperte con un cavo d'acciaio per non fare la fatica di aprire e chiudere ogni volta». Infine, va menzionata «la negligenza o l'assoluta assenza dell'Ente preposto al controllo delle porte. Di nuovo la Provincia che in questi 2 mesi non si è mai adoperata per porre fine allo scempio». Quali possono essere le conseguenze? «Da una stima fatta dall'Autorità di bacino in questi 2 mesi sono entrati nel lago circa 4 milioni di metri cubi d'acqua di mare. Finita in fondo alle cave per cui conseguenze visibili si hanno solo nella parte di palude a nord di S.Rocchino dove i canneti si stanno seccando. Ora però le cave sono piene e l'acqua salata sta entrando nel lago. Le conseguenze saranno disastrose, scompariranno habitat prioritari a livello comunitario come le praterie di falasco o le sfagnete, di conseguenza specie rare di uccelli che sul lago ancora trovano rifugio, il paesaggio palustre cambierà completamente. Conseguenze si avranno anche sull'agricoltura con la salinizzazione della falda e quindi dei pozzi per l'irrigazione a nord del lago. Forse si fa ancora in tempo ad evitare il peggio, ma occorre intervenire subito prima che sia troppo tardi».

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