Sicurezza
Ex partigiano contro le bugie sulla strage di Sant’Anna
SANT’ANNA. Fortunato Menichetti, ex partigiano di Torre del Lago, interviene sulla polemica scatenata da un libro di futura pubblicazione del professor Paoletti, fiorentino. Che sostiene la tesi,...
SANT’ANNA. Fortunato Menichetti, ex partigiano di Torre del Lago, interviene sulla polemica scatenata da un libro di futura pubblicazione del professor Paoletti, fiorentino.
Che sostiene la tesi, non nuova, che fra i responsabili dells strage di Sant’Anna ci siano anche degli italiani.
«Se dovessi pensare all’assenza ed al comportamento freddo,dei nostri Sindaci e Presidente della Provincia nei miei confronti, compreso quelli che mi hanno onorato del loro Patrocinio, (senza darmi un euro) per stampare la mia ultima edizione dei libri, (Del Nonno Partigiano) che non hanno scopo di lucro ma, che hanno il fine di tenere viva la,“memoria di tutti i Caduti nell’ultima guerra di Liberazione, dovrei starmene zitto a casa, e aspettare quel giorno che potrò raggiungere i miei compagni che sono morti per la Patria, essendo uno dei pochi sopravvissuti. Come combattente partigiano alla guerra della Resistenza, ho letto gli ultimi attacchi indiscriminati, apparsi in questi giorni su alcuni importanti giornali, cercando di stravolgerne il contenuto, fino al voler attribuire, gli eccidi e le stragi, (in particolare quelli di Sant’Anna di cui il sottoscritto e visto e vissuto,prima come sfollato e dopo come partigiano), non posso fare a meno che dire a quei signori – scrive Menichetti – che, per l’ennesima volta cercano di stravolgerei gli eccidi e le stragi di innocenti avvenute,attribuendo le responsabilità solo agli italiani, fascisti e partigiani, malgrado che una sentenza del Tribunale Militare abbia condannato all’ergastolo una parte di questi assassini tedeschi.
«È una vergogna, specialmente in questa crisi politica, confusa e accidentata, ritentare a rimescolare le carte per attribuire ai solo partigiani le responsabilità degli eccidi e stragi, quando sappiamo che questi patrioti e partigiani che non erano tutti santi, compiendo gravi errori di guerra che di solito sono sempre avvenuti in tutte le guerre del mondo. Senza il contributo di sangue la nostra “bella Italia” sarebbe di nuovo ricaduta in una dittatura delle peggiori che,ancora oggi esistono in tutto il mondo. Questo dovreste pensare prima di scrivere certe baggianate. Criticare è giusto – conclude l’ex partigiano Menichetti – quando si conosce la verità degli argomenti ma, quando si parla o si scrive per,sentito dire, bisogna rispettare i caduti».
Il professore Paoletti, per la cronaca, aveva già pubblicato negli anni Novanta un libro su S. Anna, pubblicato da Mursia ed intitolato La strage impunita. Poi c’è stato il processo di Spezia...
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