Il Tirreno

Versilia

«Sconcertati dai sassi contro i nomadi»

di Gabriele Buffoni
«Sconcertati dai sassi contro i nomadi»

Il sindaco Neri interviene sull’attentato al campo Rom ma difende i cittadini di Querceta: gli estremisti sono una minoranza

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QUERCETA. «Non si può non rimanere sconcertati e delusi di fronte ad episodi di questo genere: non è tipico dei miei concittadini un gesto simile».

Sono queste le prime parole del sindaco di Seravezza Ettore Neri in merito all’attentato al campo rom di qualche giorno fa, quando ignoti (ora indagati per tentato omicidio) hanno preso a sassate le roulottes dei nomadi dal cavalca-ferrovia.

Una condanna senza remore quella che viene dal primo cittadino anche se, assicura, «non viene meno la fiducia che ho nella mia gente. Sono sicuro che gli “estremisti” sono un’infima minoranza e che la maggior parte della popolazione continuerà a mostrarsi ragionevole e a tenere un comportamento civile. Non riesco a credere che i quercetani non accettino un procedimento logico e razionale per risolvere la questione lasciandosi invece trasportare dalla rabbia».

Il progetto di rimpatrio assistito quindi continuerà?

«Certo che sì- conferma Neri- Il rimpatrio assistito ha già fornito ottimi risultati e a breve porterà alla completa dissoluzione del problema. Questo episodio rappresenta certamente una macchia vergognosa e dobbiamo evitare che si ripeta. Per questo abbiamo deciso di installare la telecamera all’ingresso del campo. Anche perché quello di Querceta rappresenta un “piano-pilota” per dare il via libera al rimpatrio assistito a livello nazionale: a settembre infatti si terrà un incontro con il ministro a Firenze in modo da presentare e discutere i risultati ottenuti».

Molte critiche tuttavia, soprattutto sui social network, sono mirate proprio a denunciare il costo (58mila euro) per l’attuazione di questo progetto: non pensa che il malcontento sia dovuto in fondo anche a questa protesta sollevata dagli stessi cittadini?

«Il problema ha una doppia e delicata sfaccettatura: da una parte ci sono i rom, con le loro condizioni umane disperate e che necessitano di una reazione civile da parte della società che si trova ad ospitarli così da ricevere sufficiente aiuto per il rientro a casa; dall’altra i residenti che, li comprendo bene, si trovano a vivere una situazione di particolare tensione e pressione psicologica. E su di noi fioccano critiche da entrambi i fronti: chi ci dice che eseguiamo deportazioni, chi afferma che difendiamo solo i rom. Non è vero. Un esempio è proprio la questione dei 58mila euro: basti pensare che ben un milione e 300mila euro all’anno sono devoluti dal comune alle politiche sociali (per assistenza anziani, ricoveri e quant0altro) e che 280 alloggi di edilizia sociale sono a disposizione dei residenti che ne hanno bisogno. Bisognerebbe che chi scrive queste cose sul web, e mi rivolgo soprattutto ai membri dell’opposizione, evitasse un’inutile demagogia: è pericolosa, specie perché vengono ascoltati da individui squilibrati che passano poi dalle parole ai fatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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