Trasporti
Sassi dal cavalcavia contro i Rom
Danneggiate alcune roulotte ma non ci sono stati feriti, aperta inchiesta per tentato omicidio
QUERCETA. Pietre dal cavalcavia contro l’accampamento dei Rom. È accaduto a Querceta qualche giorno fa, quando ignoti hanno gettato dal ponte sulla linea ferroviaria sassi - e secondo alcune voci non confermate anche materiale incendiario - contro le roulottes del campo nomadi provocando, fortunatamente, solo danni alle abitazioni di fortuna e nessun ferito. Ma poteva sicuramente finire in maniera peggiore quella che definire una “bravata” sarebbe riduttivo. Non a caso la polizia ha aperto un’indagine per tentato omicidio sull’episodio e, per garantire maggiore sicurezza alla zona, ha installato una telecamera così da monitorare costantemente l’entrata del campo e l’area circostante.
L’episodio rientra purtroppo in un clima di tensioni che si sono andate a creare intorno alla presenza del campo nomadi. Un clima che, va detto, fino ad oggi, non era stato caratterizzato da intemperanze o peggio gesti criminali. Tuttavia l’insofferenza verso la presenza dei Rom era stata ampiamente manifestata almeno da una parte della popolazione e non solo di Querceta. A cominciare dalla raccolta firme avviata un mese fa per chiedere l’allontanamento dei nomadi dal paese. Inutile, su questo fronte, sembra stato l’intervento del Comune che nell’ambito di un progetto di rimpatrio assistito con l’associazione Berretti Bianchi ha drasticamente ridotto la presenza dei Rom nel campo. Il programma di rientro assistito anziché tranquillizzare gli animi ha fatto arrabbiare chi già covava risentimenti nei confronti degli immigrati Rom, soprattutto per i 58mila euro spesi per attuare il progetto. Non sono mancati infatti commenti su social network e blog in cui numerosi cittadini puntavano il dito contro un’amministrazione comunale e regionale che stanziava fondi per i rom e non «per gli italiani senza casa né lavoro». A questo clima di intolleranza si è aggiunto un allarme furti in diverse zone di Querceta e a Forte dei Marmi è c’è chi non ha esitato a puntare il dito, ingiustamente, contro i Rom.
Così il campo nomadi sotto il cavalcavia è diventato un capro espiatorio, il bersaglio della propria rabbia.
Tutto ciò nonostante gli sforzi degli enti locali, Seravezza in testa, impegnati nel trovare soluzioni condivise al problema, tra cui appunto i rimpatri. Solo una settimana fa Neri dichiarava, commentando i risultati del progetto portato avanti dai Berretti Bianchi: «Ho la sensazione che quest’opera sia ben fatta e da completare il prima possibile. Atti criminali a Seravezza non sono mai avvenuti, e le tensioni sono frutto solamente di una cultura dai fondamenti sbagliati e che è bene estirpare. La forza non è stata usata in questo caso e sono fiero di come abbiamo agito».
Qualcuno, invece, si è fatto prendere la mano mettendo a repentaglio addirittura la vita di chi occupa il campo vicino alla stazione oggi finalmente monitorato da una telecamera per scongiurare gesti di altri sconsiderati.
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