Il dolore
Corchia, restano pochi i visitatori dentro l’Antro
La cooperativa che gestisce la struttura dà vita a tante iniziative e punta a raggiungere quota 18mila. La Grotta del Vento supera i 50mila visitatori
STAZZEMA. All’ingresso in alto a destra, prima di addentrarsi in una delle gallerie carsiche più estese d’Europa (62,5 km), c’è quello che nel gioco delle metafore viene chiamato il Gendarme. Sta lì a proteggere l’Antro del Corchia e si trova proprio sotto uno dei 16 ingressi naturali: la buca del serpente. L’ultimo ingresso è stato scoperto poche settimane fa; il primo l’ha trovato per caso Emilio Simi nel 1840 mentre cercava una vena di marmo in una cava a cielo aperto sul monte Corchia. Ed è proprio lo stesso marmo coltivato dalla cooperativa Condomini di Levigliani (costituitasi nel 1956) che ha dato fortuna al Comunello, così chiamato fin da quando nel settimo secolo i terreni ceduti dal Gran Ducato di Toscana sono stati acquistati dalle allora 67 famiglie leviglianesi e poi rimessi in comune tra loro per essere lavorati insieme.
Collaborazione e spirito di sacrificio sono le qualità che accomunano tutti gli abitanti di questa piccola frazione di Stazzema, molti dei quali discendenti di quelle famiglie; virtù che sono state essenziali per fare grande la Coop Condomini, e che per adesso hanno fatto rialzare la testa all’Antro del Corchia, gestito dalla cooperativa Sviluppo e futuro, anch’essa nata a Levigliani per portare avanti quello che loro chiamano “Corchia underground”: un’offerta turistica e culturale che però richiede ancora molto per un vero e proprio decollo. «Quest’anno – afferma il vicepresidente della società Sviluppo e Futuro, Daniele Neri – il nostro obiettivo è di arrivare a 18 mila presenze. Il che confermerebbe il trend positivo che c’è stato dal 2008, da quando la nostra cooperativa ha preso la totale gestione dell’Antro del Corchia.Abbiamo iniziato ad organizzare diverse iniziative, come l’aperitivo con la visita notturna, stiamo lavorando tantissimo con le scuole e da quest’anno potremo andare direttamente a prendere i ragazzi alle scuole». Tuttavia i visitatori di una delle grotte più vicine, la Grotta del Vento che si trova a Fornovolasco, sono molti di più (circa 50mila, ndr) nonostante abbia minori potenzialità. «Anzitutto – spiega Daniele Neri - siamo ancora giovani, l’Antro è aperto dal 2001, quindi è ancora in fase di lancio». Una fase che poi è stata interrotta da una crisi gestionale che c’è stata dal 2004 al 2007 e ha provocato al contrario un effetto negativo. «Poi – spiega Emiliano Babboni, presidente di Sviluppo e futuro – la nostra cooperativa fa capo ad una società pubblica formata dal comune di Stazzema, Forte dei Marmi e il Parco, alla quale versiamo dei proventi. Quindi per noi è fondamentale l’aiuto che questi enti ci danno. In questo ultimo periodo stiamo cercando di avviare una collaborazione con la cooperativa che gestisce il Museo di Sant’Anna per cercare di convogliare verso l’Antro le migliaia di visitatori che salgono al Parco della pace». «Nel periodo estivo – continua Neri - abbiamo una navetta che parte dalla costa massese. Però fare tutto da soli non è facile. Il punto è che l’Antro del Corchia dovrebbe essere percepito come un’occasione per tutta la costa versiliese, un’attrazione che amplia l’offerta turistica».
La parte dell’Antro del Corchia che può essere visitata è di circa 1 km e cento metri. 1782 gradini per esplorare le cavità carsiche del monte Corchia, dove alcune concrezioni (complessi di stalattiti e stalagmiti) hanno formato nel corso dei millenni immagini affascinanti. «Come la Foresta pietrificata - racconta Aurora, una delle guide dell’Antro – nella quale sembra proprio di passare all’interno di un bosco incantato in cui si sfiorano le foglie e gli arbusti delle piante, che sono rappresentanti da grandissime colonne bianche di carbonato di calcio in attività. Noi le chiamiamo baobab, perché sono enormi come quelle piante». Un mondo magico, fiabesco che aspetta solo di essere ammirato.
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