Il Tirreno

Versilia

Caso Balderi, è polemica

Dopo l’assoluzione dell’ex dirigente Mussi accusa Tenerani

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SERAVEZZA. Assolti con formula tutti gli imputati del procedimento aperto per la costruzione di un complesso residenziale e produttivo a Querceta (nella zona di Montiscendi) sulla base di un permesso a costruire rilasciato nel 2005 (e successiva variante nel 2006) dal Comune di Seravezza.

La notizia è di qualche settimana fa ma è stata resa nota solo negli ultimi giorni. Il procedimento si è concluso con la piena assoluzione dell’allora responsabile dell’ufficio urbanistica, Enrico Balderi, del progettista Emanuele Lari, dei proprietari dell’area oggetto dell’intervento edilizio Lelio e Paolo Togni e Maria Tesera Balderi (deceduta), ed infine del costruttore Daniele Tacci. Per i giudici del tribunale di Lucca non ci fu nessuno dei reati attribuiti a vario titolo alle persone coinvolte: abuso d’ufficio, falso idologiche e abuso edilizio. L’intervento edilizio, insomma, rispettava pienamente le previsioni urbanistiche del Comune nè nelle modalità di realizzazione (compreso il pagamento degli oneri di urbanizzazione al Comune) ci fu alcun tipo di violazione.

La vicenda tuttavia ha fatto scaldare l’opposizione seravezzina. «La cosa ha quasi del ridicolo - commenta il coordinatore comunale dell’Udc Stefano Mussi - in quanto leggendo la sentenza saltano subito agli occhi numerose stranezze di cui c’è da chiedere subito conto all’attuale amministrazione. Oltre al fatto che la richiesta di assoluzione con formula piena è stata inoltrata dallo stesso Pubblico Ministero, in più casi non si può non notare con quanta facilità vengano smentite, punto per punto, le relazioni che l’architetto Andrea Tenerini (attuale funzionaio del Comune di Seravezza, ndr) aveva fornito agli inquirenti quando tutta l’inchiesta ha avuto inizio, ovvero nel 2005-2006».

Si legge infatti nella sentenza del tribunale: «La diversa interpretazione della normativa urbanistica proposta sia in fase di indagini che in sede dibattimentale dall’architetto Tenerini appare in primo luogo in evidente contrasto con la lettera della norma dello strumento urbanistico che, ponendo il vincolo della intrasferibilità dell’unità abitativa separatamente da quella artigianale (la zona di Montiscendi è infatti segnalata nel piano urbanistico come sottozona D, ovvero “aree produttive artigianali e industriali di completamento” in cui è permessa la costruzione di unità abitative solo se insieme a quelle produttive), si limita ad indicare il limite massimo di mq. 200 di superficie utile con evidente ed univoco riferimento a ciascuna delle unità abitative pertinenziali senza invece alcun riferimento al complesso e al numero delle unità artigianali.».

«I lavori e le pratiche sono state ferme per più di cinque anni- dichiara Mussi- e i privati implicati nella vicenda (tutti assolti, anche i proprietari del terreno che all’epoca richiesero i permessi) avrebbero a mio avviso tutto il diritto di pretendere un risarcimento danni. Alla luce di questo possibile danno erariale perciò ci chiediamo se non sia il caso di destinare l’architetto Tenerini ad un altro incarico. Il sindaco Neri- conclude- intervenga come ritiene opportuno, ma noi come opposizione vigileremo con più attenzione sull’attività dell’ufficio urbanistica».

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