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Azienda di Montramito sostituisce l’Eni per estrarre metano nell’area di Tombolo
MASSAROSA. Un’azienda di Massarosa ottiene un’importante concessione per l’estrazione di metano sostituendo un colosso come l’Eni. Entro due-tre mesi si comincerà a estrarre metano da due pozzi che...
MASSAROSA. Un’azienda di Massarosa ottiene un’importante concessione per l’estrazione di metano sostituendo un colosso come l’Eni.
Entro due-tre mesi si comincerà a estrarre metano da due pozzi che si trovano a Tombolo e a Coltano tra Pisa e Livorno.
La concessione era dell’Eni che, dalla metà degli anni Ottanta, aveva utilizzato questi pozzi per poi rinunciarvi. Pertanto, la società Sim di Massarosa che ha sede in via di Montramito e che da 40 anni lavora nel settore del metano (gestendo anche lo storico distributore di gas per le auto) ha presentato “istanza della concessione di coltivazione” e la domanda è stata accettata dal ministero.
In pratica una società con 22 dipendenti è subentrata a un gigante come Eni per l’estrazione del metano.
«La concessione ci è stata attribuita nell’ottobre del 2008 - spiega l’ingegnere Marcello Biancotti della Sim - e da allora non abbiamo fatto altro che lavorare per ripristinare i pozzi, renderli funzionali, adeguare i due siti alle normative sulla sicurezza che sono subentrate in questi tempi, fare eseguire i collaudi, fare tutto quello che serve per estrarre il metano con mezzi moderni. Adesso siamo pronti, è solo questione di due o tre mesi e dai due pozzi verrà estratto il metano». Dopo la concessione risalente agli anni Ottanta e le prime estrazioni, il lavoro venne sospesa per motivi tecnici ed Eni rinunciò ai siti di Tombolo e Coltano. La Sim nel rilevare la concessione si è dovuta fare carico di rimettere i pozzi in funzione a proprie spese.
Un investimento notevole che si è prolungato negli anni e a cui hanno lavorato diverse ditte esterne. Adesso, la società di Massarosa è pronta a cogliere i frutti di anni di lavoro dedicati soltanto all’investimento.
Ma una volta estratto, il metano dove finisce e come fa la società di Massarosa a trasformare questa risorsa energetica pulita in moneta sonante?
L’ingegnere Marcello Biancotti spiega che la dorsale principale del metanodotto della Snam passa da Viareggio, da Pisa (non lontano dall’aeroporto) per arrivare a Livorno. «Il metano che estrarremo - afferma Marcello Biancotti - verrà immesso in questo metanodotto che a sua volta ha una serie di diramazioni. Chiederemo a Snam, a cui paghiamo una tariffa per il trasporto del metano, di portare il metano in un diramazione da cui il metano raggiungerà la sede finale. Anche noi a Massarosa abbiamo un punto d’uscita. Potremmo chiedere a Snam di farcelo avere direttamente a Massarosa e poi potremmo vendere il metano noi direttamente. Ma sono tutti aspetti che valuteremo in una seconda fase».
In tutto il periodo che sono stati utilizzati i pozzi di metano hanno prodotto 30 milioni di metri cubi di metano.
«Abbiamo calcolato che mediamente dovremmo estrarre fra 5 e 6 mila metri cubi di metano al giorno», aggiunge Marcello Biancotti.
Un pozzo si trova a Tombolo fra via Provincia del Mare, più o meno all’altezza dell’ingresso principale di Camp Darby e il canale dei Navicelli, mentre l’altro è nella campagna di Coltano.
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