Il Tirreno

Versilia

«Strage, tra i responsabili anche partigiani e fascisti»

«Strage, tra i responsabili anche partigiani e fascisti»

Paolo Paoletti annuncia una nuovo libro sulla strage di Sant’Anna, portando nuove tesi sulle cause dell’eccidio: «Anche il presidente Schulz sbaglia»

2 MINUTI DI LETTURA





STAZZEMA. Contro la sentenza del tribunale militare di La Spezia e contro le dichiarazioni del Presidente del Parlaento Europeo Martin Schulz, armato “solo” - si fa per dire - delle sue ricerche che presto saranno pubblicate in un nuovo saggio (non meno di 500 pagine a quanto pare) per raccontare «la verità che emerge da fatti più che editi e ben conosciti da chi ha visto le carte processuali, ma che non si può vedere se non cambiando punto di vista».

A parlare è il saggista Paolo Paoletti, autore del volume “La strage impunita” (edito da Mursia) pubblicato prima della sentenza sulla strage di Sant’Anna di Stazzema scritta dai giudici del tribunale militare di La Spezia e già all’epoca particolarmente dibattuto perché sostiene la tesi che a Sant’Anna le Ss commisero l’eccidio per rappresaglia, innescata dagli spari dei partigiani contro i militari, e che un ruolo - fino ad oggi sottovalutato - nella vicenda lo ebbero anche i fascisti che accompagnarlo le truppe tedesche a Sant’Anna.

Due tesi al centro anche della prossima pubblicazione di Paoletti che promette di riaprire non poche polemiche su Sant’Anna. Paoletti è convinto che anche gli atti processuali e le testimonianze raccolte su quel tragico 12 agosto del 1944 confermino la sua interpretazione delle ragioni della strage. «Se il presidente Schulz sostiene che chi salì a Sant’Anna aveva l’intenzione di uccidere evidentemente non gli sono stati forniti tutti gli elementi di giudizio necessari» afferma con convinzione lo studioso in netta contrapposizione a quanto scritto e confermato anche in sede processuale dallo storico (e consulente per la procura militare durante il processo) Paolo Pezzino.

«Basta leggere la sentenza - spiega l’avvocato versiliese Claudia Buratti che si è occupata e si occupa della vicenda ormai da anni - per comprendere quanto la tesi della rappresaglia non possa essere condivisa. Lo sostiene Pezzino, in qualità di perito della procura, lo ha confermato un esperto di tecniche militari sentito durante il processo come Alessandro Politi, lo si evince con chiarezza da numerose prove documentali: quella di Sant’Anna, come scrivono i giudici di La Spezia, fu una strage premeditata. L’interpretazione data a certe testimonianze riportate dal Paoletti pià che su atti documentali si basa non su documenti ufficiali e prove conseguite con metodo scientifico ma talvolta su articoli di giornali o su dicerie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web