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Sant'Anna, Schulz all'anniversario della strage

Sant'Anna, Schulz all'anniversario della strage

La commemorazione della strage nazista. Il presidente del Parlamento europeo: "Mi presento a voi da tedesco"

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SANT’ANNA.  Una commemorazione europea. Un omaggio dell'Europa e di un cittadino tedesco speciale quella di oggi a Sant'Anna di Stazzema in memoria delle 560 vittime della strage del 12 agosto di 68 anni fa. Perché a Sant'Anna non c'erano solo migliaia di cittadini, decine di rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell'ordine e delle associazioni. C'era soprattutto il presidente del parlamento europeo Martin Schulz al fianco dell'associazione dei familiari dei martiri di Sant'Anna, del sindaco di Stazzema Michele Silicani e del presidente della Regione Enrico Rossi. Un tedesco che al microfono sotto il monumento ossario ricorda i bambini, le donne e gli anziani trucidati dalla follia nazista e riconosce la responsabilità, quelle del suo Stato, e di crimini di cui anche lui che parla la lingua dei carnefici di Sant'Anna, dice, sente il peso. Crimini che non devono ripetersi e perché ciò sia possibile occorre far crescere l'Europa, strumento indispensabile di libertà e pace.

SCHULZ: ESSERE QUI E' UN DONO
«È impossibile descrivere con parole la crudeltà di tali fatti. Mi presento oggi a voi come tedesco, profondamente scosso dalla disumanità dell'eccidio qui perpetrato in nome del mio popolo. Oggi voglio commemorare le vittime di questa strage». Così il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, oggi ha commemorato le vittime della strage di Sant'Anna di Stazzema.   

«La libertà, l'umanità devono essere riconquistate ogni giorno. Questo è il nostro compito di epigoni, questa è la missione che ci hanno assegnato i martiri di Sant'Anna di Stazzema. Vi ringrazio di cuore per tenere vivo il ricordo dei martiri e per permettermi, come tedesco, di commemorarli e di unirmi al vostro lutto. È un dono fatto a me personalmente», ha detto Martin Schulz nel suo discorso. «Qui, a Sant'Anna di Stazzema, ricordiamo le ore più cupe del nostro continente - ha aggiunto -.  Da queste ore cupe sono nati i valori e la libertà dell'Europa». «Non dimenticare mai - ha ammonito Schulz - Mantenere vivo il ricordo. Affinchè mai più in Europa ideologie disumane e regimi criminali ritornino a mostrare il loro ghigno odioso. Questo è il compito che dobbiamo trasmettere alle generazioni che ci seguiranno. È vostro merito, il merito dei sopravvissuti di Sant'Anna di Stazzema, aver mantenuto vivo il ricordo delle vittime del massacro. Il monumento-ossario ai martiri di Sant'Anna di Stazzema è divenuto in tal modo un simbolo del perdono».

NAPOLITANO: LA MEMORIA DELLA RESISTENZA È FONDAMENTO DI LIBERTA'
«Esempi di generosa solidarietà sono essenziali per tramandare, soprattutto alle giovani generazioni, i principi di libertà, giustizia e solidarietà che animarono le scelte di allora e sono stati posti a fondamento della rinascita civile e democratica del nostro paese». È quanto scritto in un messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al sindaco di Stazzema (Lucca) Michele Silicani, nella ricorrenza. «Nella certezza che la preziosa eredità della resistenza alla dittatura trova oggi nella nostra Costituzione e nelle sue libere e democratiche istituzioni il più saldo presidio - ha aggiunto il presidente Napolitano - invio ai superstiti dell'eccidio, ai familiari delle vittime ed a tutti i presenti il mio partecipe, cordiale saluto». «Quel 12 agosto 1944 che vide cadere sotto il piombo della barbarie nazifascista 560 vittime inermi, in gran parte vecchi, donne, bambini - ha ricordato Napolitano - è una data scolpita nella memoria di chi visse quei terribili avvenimenti e di chiunque ne conservi il ricordo. Il dolore e l'orrore di quella giornata hanno trovato un nuovo momento di commossa rievocazione nella recente concessione a Cesira Pardini della Medaglia d'Oro al Merito Civile per l'eroico gesto compiuto, in quel terribile frangente di efferata brutalità, per salvare a rischio della propria vita la madre e le sorelle».

SCHIFANI: IL RICORDO COLLETTIVO CONSOLIDA LA NOSTRA APPARTENENZA
«È nel ricordo collettivo che la nostra comunità nazionale rinnova il proprio spirito di appartenenza e consolida la propria fede nei valori di libertà e giustizia». Così scrive il presidente del Senato, Renato Schifani, nel suo messaggio al sindaco di Stazzema. «Signor sindaco, nella ricorrenza dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, mi unisco a voi idealmente nel ricordo dei 560 innocenti barbaramente uccisi dalle truppe nazifasciste - continua il presidente Schifani - Le atrocità perpetrate alle tante vittime, in gran parte bambini, donne ed anziani, che quel 12 agosto 1944 persero la loro vita, costituiscono una ferita aperta per l'intera umanità. È una sofferenza alimentata dalla consapevolezza che quest'atto terroristico premeditato perseguiva deliberatamente come obiettivo lo sterminio della popolazione locale, ritenuta colpevole di collaborazionismo con le formazioni partigiane presenti nella zona». «La memoria di questo tragico evento, però, non è destinata a rimanere vana. È infatti nel ricordo collettivo - aggiunge il Presidente Schifani - che la nostra comunità nazionale rinnova il proprio spirito di appartenenza e consolida la propria fede nei valori di libertà e giustizia. Solo un'autentica passione civile ed un reale amore per la democrazia possono fare crescere i valori del dialogo, della tolleranza e del libero confronto».

CHITI: QUI LA DEMOCRAZIA MISE LE SUE RADICI
«È doveroso ricordare il sacrificio delle vittime e quello dei tanti italiani che lottarono nella Resistenza per liberare l'Italia dalla dittatura. È da quelle radici e dal quel sangue che il nostro Paese ha tratto la forza per dar vita ad una democrazia piena e ad una Costituzione che fa dei valori di pace, libertà e giustizia i suoi pilastri fondamentali». Ha detto il vicepresidente del Senato Vannino Chiti. «L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema - ha aggiunto - del quale ricorre oggi il 68° anniversario, fu uno dei momenti più oscuri e tragici della seconda guerra mondiale. Il 12 agosto del '44, 560 innocenti, tra i quali moltissime donne, anziani e bambini, furono trucidati dai nazifascisti: un vero crimine contro l'umanità. È molto bello e significativo che quest'anno il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz sia a Sant'Anna per commemorare l'anniversario della strage, insieme al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi».

ROSSI: DIMENTICARE È COLPEVOLE
«Dimenticare è colpevole». Il presidente della Toscana Enrico Rossi è intervenuto così oggi a Sant'Anna di Stazzema alla 68/ma cerimonia di commemorazione della strage nazista in cui persero la vita 560 persone, per lo più donne, bambini e anziani. Rossi si è rivolto al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz che ha preso parte alla manifestazione. «Grazie presidente per questo bellissimo gesto - ha proseguito Rossi - , denso di significati; per avere scelto come tedesco di essere qui a rappresentare tutta l'Europa, tutti i cittadini europei in questo luogo simbolo; uno dei punti in cui si è concentrato il dolore del 900, dove centinaia di innocenti furono trucidati da una furia omicida implacabile, da una ferocia che ancora oggi suscita in tutti noi indignazione e vergogna. Abbiamo già avuto altri momenti importanti e commoventi, altre celebrazioni i cui cittadini italiani ed europei hanno pianto insieme questa tragedia. Ma la sua presenza, oggi, qui, sancisce in modo solenne che questo dolore appartiene a una nuova cittadinanza europea che è emersa e si è formata proprio dagli orrori di cui siamo eredi». «Caro presidente - ha aggiunto Rossi -, il mio è anche un messaggio di speranza in questi tempi difficili: è un segno dei passi avanti compiuti dal nostro continente verso un'Europa di pace e di fratellanza, capace di costruire la propria identità riflettendo insieme sulle divisioni che l'hanno attraversato e sui crimini di cui si è macchiata. La sua scelta presidente è quindi una precisa indicazione per affrontare i problemi economici, sociali e morali che a volte sembrano soverchiarci. La risposta non può che essere una maggiore unità dell'Europa e un sentimento più alto e più forte di solidarietà tra i cittadini e i popoli europei».

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