Il Tirreno

Versilia

«Minacciato perché contrario alla protesta»

«Minacciato perché contrario alla protesta»

Bagnino non aderisce alla manifestazione, rischia il licenziamento. Bindocci (Filcams): inaccettabile

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Un bagnino minacciato di licenziamento e un altro bruscamente ripreso dal titolare del bagno perché, in entrambi i casi, non volevano indossare la maglietta con su scritto “no alle aste” in occasione del tuffo collettivo organizzato ieri dagli stabilimenti balneari della Versilia nell’ambito di una manifestazione di protesta che ha coinvolto tutta la costa tra Carrara e Pisa.

I due episodi sono stati denunciati dal sindacato Filcams della Cgil e in qualche modo offuscano una giornata tendenzialmente festosa, mettendo - se ce ne fosse mai stato bisogno - in evidenza la contrapposizione tra i proprietari-concessionari degli stabilimenti che non vogliono perdere i propri pezzi di spiaggia all’asta e il mondo sindacale che chiede, senza troppi giri di parole, regole ferree per la categoria.

«Credo che questi due episodi - afferma Massimiliano Bindocci della Filcams - siano la dimostrazione che si è superato ogni limite. Non soddisfatti di 40 anni di privilegi adesso i titolari delle concessioni pretendono la solidarietà ad ogni costo pur rappresentando, per i propri dipendenti, la “controparte”. Dopo le dichiarazioni che come sindacato abbiamo fatto alcuni giorni fa, denunciando le irregolarità nelle imprese balneari, abbiamo ricevuto pressioni talvolta assai poco gradevoli perché lasciassimo perdere. Pressioni che evidentemente ricevono anche i lavoratori degli stabilimenti. Pensate che pochi giorni fa un dipendente di un bagno di Fiumetto è stato licenziato solo perché ha suggerito a un familiare del titolare di mettere la cuffia in piscina. Ovviamente abbiamo impugnato il provvedimento».

Bindocci tiene a precisare che Filcams «non ha niente contro una protesta che rispettiamo, ma non si può pretendere solidarietà dai propri sottoposti».

Intanto il sindacato ha incontrato i bagnini in assemblea per affrontare la questione della contrattazione non sempre regolare nel mondo degli stabilimenti. «Quello che è stato rilevato - spiega Bindocci - non sono tanto le irregolarità contrattuali per i bagnini quanto quelle per il personale che si occupa della pulizia degli stabilimenti e delle spiagge nell’orario di chiusura serale». Un fronte, questo, che potremmo definire storicamente più fragile nei confronti del quale «stiamo preparando una denuncia all’Ispettorato delò lavoro che poi farà i controlli del caso. Da quello che abbiamo potuto verificare in base alle segnalazioni, che gireremo alle autorità competenti, tra Lido di Camaiore e Viareggio c’è un 40% di aziende del settore balneare che fa lavorare al mero, cioè senza contratto, chi si occupa della pulizia delle spiagge e entra al lavoro intorno alle 19, quando i bagni chiudono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze