La manifestazione
Ma c’è ancora chi crede ed investe nella città
Una coppia di Ferrara ha aperto il Laboratorio del gelato in via Ugo Foscolo E dei giovani di Bergamo lanciano birreria artigianale in via Coppino
VIAREGGIO. In via Ugo Foscolo il Laboratorio del Gelato si avvicina al primo mese di attività (fiorente). La “clinica” è gestita da una coppia di Ferrara venuta ad abitare a Viareggio, Lorenzo e Silvia.
Perché proprio Viareggio per investire e anzi venirci a vivere?
«La Versilia è sempre stata una zona a noi cara; siamo venuti qui in vacanza molte volte, e Viareggio ci è sempre piaciuta di più tra tutte le località versiliesi. Il nostro sogno era di venire a vivere in un posto vicino al mare, e Viareggio, oltre ad essere una cittadina attiva tutto l’anno anche dal lato “voglia di gelati”, soddisfaceva in pieno questo requisito. Proprio per il fatto di non essere viva solo d’estate l’abbiamo preferita ad esempio a Forte dei Marmi».
Una spiegazione che non fa una grinza e dice tante cose. Di quanto valga ancora l’appeal di un nome come Viareggio nel panorama del turismo italiano e non solo.
Come mai questo nome?
«Io sono laureato in biologia – spieaga Lorenzo – e mia moglie in farmacia. Non potevamo scegliere un nome più adatto per un posto in cui mettere mano a qualcosa insieme!».
La vostra filosofia di lavoro? «Unire il meglio della tradizione con il nuovo, dando ai nostri clienti un gelato sano, buono e di alta qualità, senza prodotti che alterino la sua genuinità. Coloranti e conservanti non hanno posto nei nostri scaffali. Il gelato lo facciamo ogni mattina fresco, con materie prime esclusivamente IGP, e lo lasciamo riposare in pozzetti, non nel banco frigo, in modo che tutto il suo sapore e la consistenza rimangano intatti grazie ad un microclima freddo continuo».
Cos’è che vi distingue rispetto ad una gelateria qualsiasi? «Noi lavoriamo per passione. Ci piace parlare del nostro lavoro, lo facciamo con soddisfazione e orgoglio. Siamo felicissimi di coccolare i nostri clienti. Siamo aperti con tutti, specialmente con quelli che vengono per la prima volta. Spieghiamo loro con grande piacere tutte le particolarità del nostro gelato, della sua lavorazione, della nostra filosofia, compiendo anche una sorta di educazione a come gustarsi bene un gelato. Lo facciamo sentire a casa. Rientra nei nostri obiettivi instaurare con loro un rapporto di assoluta familiarità e trasparenza, tant’è che il laboratorio dove produciamo il gelato è in bella vista, proprio alla sinistra del bancone».
Alcune vostre specialità? «Non abbiamo solo specialità, ma anche rivisitazioni di gusti tradizionali. Abbiamo il Fior di Bufala, che è Fiordilatte fatto con latte di Bufala».
Se Lorenzo e Silvia arrivano da Ferrara, un gruppo di giovani di Bergamo ha deciso di aprire una birreria in via Coppino.
Sono Roberto Perruccio ed altri 4 soci, tutti degustatori della bevanda di Gambrinus. Che hanno deciso di raccogliere il meglio della produzione artigianale italiana di biond ee rosse e proporle alla clientela ad una prezzo accessibile.
Una sorta di motto per il Punto birra è «ti diamo una birra artigianale al prezzo di una birra da supermercato».
Anche al Punto Birra c’è grande entusiasmo per Viareggio.
Chi si dice pronto a reinvestire a Viareggio è Marco Pardini. Se a qualcuno il nome sfugge, basta riocrdare che è stato inventore e patron del mitico Calimero sulla Marina di Torre del Lago.
Pardini ha lan ciato il Fuor d’acqua, il miglior ristorante di pesce di tutta Firenze. Grande successo, grandi numeri, forse anche grande stress, magari per il solo fatto che il pesce fresco da acquistare è merce più rara di quanto sembri a Firenze.
«Con una certa proposta potrei anche tornare a Viareggio»ammette Pardini durante a cena con Forte con ospite Sirio Maccioni.
«La città è sicuramente giù – conferma desolato – ma resta con potenzialità enormi».-
Per questo forse che ci sono nuovi interessi sull’Oca Bianca, il più bel locale della Versilia, chiuso dopo la sfortunata esperienza di Henri Prosperi e la sua band.
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