Il Tirreno

Versilia

Vietato ballare: sigilli al ristorante Buddy

di Donatella Francesconi
Vietato ballare: sigilli al ristorante Buddy

I clienti scalpitano nel dopo cena e la polizia di Stato chiude il locale. Marina in rivolta: accanimento contro di noi

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TORRE DEL LAGO. Ci risiamo. Non c’è pace sulla Marina della frazione, ad un anno dall’estate rovente che ha portato la Procura di Lucca a chiudere “Stupida” e “Mama Mia” a fine estate 2011. Perché sulla Marina dove si spaccia, ci si ammazza per contendersi il mercato della droga, ci si prende a mazzate e coltellate in spiaggia (ieri la convalida degli arresti per l’ultima rissa), è vietato...ballare. Non quel ballo da discoteca che si vede - diciamocelo - ogni sera tra i locali della Darsena, ma lo sfogo di fine cena, il “trenino” dell’addio al celibato: visto che il “Buddy” al quale ieri pomeriggio sono stati messi i sigilli è un ristorante e non un locale. Al massimo un posto dove bere una birra nel dopo cena.

Ma, puntuale come il calendario, alla vigilia di un Ferragosto che non vede deroghe a musica e divertimento se non per la sola serata del 15 agosto, Viareggio fa parlare di sé per il “non divertimento”. Vietato ballare, è la parola d’ordine sulla Marina. Tanto che Paolo Biagini, ispettore della polizia di Stato, il 7 luglio - giornata del “Gay Pride toscano” - «libero dal servizio» prende la moto e, come da verbale, raggiunge la Marina gay all’una di notte, per constatare che: «Di fronte al Mama Mia vi erano intrattenitori che ballavano scandendo le mosse ai giovani che si trovavano sul marciapiede e sulla strada prospiciente, così come i clienti ballavano all’interno del locale. Di fronte allo Stupida vi era concentramento di persone di fronte al marciapiede e sulla pubblica via ma l’attività di ballo era in corso solo all’interno del locale». Per quanto riguarda il “Buddy”, invece , l’informativa di polizia è del 22 luglio. Ma i toni sono identici. «Abbiamo la drug queen di fronte al locale - spiega Esmeralda Giampaoli, titolare dello Stupida - che ammoniscono in più lingue “è vietato ballare”. Ma come facciamo a inseguire i clienti perché stiano fermi?». Ieri pomeriggio, sotto gli occhi di mezza Marina, dei turisti e dei giornalisti, si è consumato l’ennesimo sequestro. Con Christian Panicucci, il titolare, che si è incatenato prima dentro e poi fuori dal locale. Resterà lì fino a domenica: con un impegno scritto ad evitare che i clienti ballino dentro il ristorante, per quella data i sigilli dovrebbero essere tolti. Così ha assicurato il dirigente del Suap, e comandante della polizia municipale, Angelo Bertolucci parlando al telefono con l’avvocato di Panicucci, Maria Luisa Bresciani, accorsa sul posto.

Lunedì, poi, tutti dal Prefetto. Per l’incontro chiesto da Confesercenti, come ricorda Alessandro Cerrai: «Ci si dimentica troppo spesso - spiega Cerrai - che questi locali sono nati all’interno di un Piano di gestione del Parco, concordato e approvato». Oggi, in nome del Parco e delle costruzioni future, con relativi affari, che la politica tutta ha in mente per la Marina, se ne invoca la chiusura. Come si dice, basta mettersi d’accordo...

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