Il Tirreno

Versilia

Una protesta ma senza «crumiri»

di Roy Lepore
Una protesta ma senza «crumiri»

Tutti i bagni da Carrara fino a Calambrone hanno aderito al mega-tuffo di protesta contro le aste

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VERSILIA. Rispetto all'iniziativa del 3 agosto con la chiusura degli ombrelloni fino alle 11 da parte dei dei bagni, per protestare contro la messa all'asta delle concessioni demaniali, oggi l'adesione al "tuffo collettivo" dovrebbe vedere la partecipazione in massa da parte degli stabilimenti balneari che da Carrara arrivano fino al Litorale Pisano.

L'evento secondo gli organizzatori dell'iniziativa che prende il via alle 16 ha l'obiettivo di far tuffare 101.000 persone da Carrara a tutto il Litorale Pisano con il coinvolgimento di oltre 700 stabilimenti balneari uniti per dire "No alle aste".

Una giornata di festa ricca di eventi e sorprese per tutti i clienti degli stabilimenti balneari che dopo il mega tuffo potranno ballare in spiaggia, mangiare cocomero e fare festa fino a tarda sera. Alle 16 un fantastico gruppo di Paramotore con una vela personalizzata con la scritta "No alle aste" darà il via ufficiale del tuffo che inizierà da Carrara per poi arrivare a Massa, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Lido di Camaiore, Viareggio, Torre del Lago e tutto il Litorale Pisano. In ogni località ci sono dei bagni che fungono da punto di riferimento per dare spiegazioni alla clientela sull'iniziativa e dove potranno ritrovarsi le autorità invitate da parte degli organizzatori, in particolare i sindaci e gli assessori al turismo delle varie località interessate dall'iniziativa. A Carrara è il Bagno Firenze, a Massa il bagno Mauro, a Forte dei Marmi sul Pontile, a Pietrasanta al bagno Biancamano, a Lido di Camaiore al Pontile, a Viareggio al bagno Nettuno e sulla Marina di Levante al bagno Ester, dove saranno concentrate le troupe televisive e i giornalisti per interviste varie, a Marina di Pisa al bagno Marco Polo. Dopo il dialogo interrotto nel febbraio scorso, i titolari degli stabilimenti balneari italiani vogliono riprendere i contatti con il Governo, le Regioni , le Province e i Comuni per cercare insieme di trovare le soluzioni che permettano alle imprese balneari italiane di non andare all'asta e di difendere il proprio lavoro, il futuro delle imperese e delle famiglie e con esse salvaguardare questo sistena tipicamente italiano che da oltre un secolo traina il turismo del Paese. Nell'estate del 2011 furono oltre 200mila i bagnanti, gli imprenditori e i loro dipendenti che tenendosi per mano si tuffarono simultaneamente formando una lunga "Ola" davvero coinvolgente.Questo evento, che coinvolgerà il tratto di arenile che da Carrara arriverà a Tirrenia, sarà replicato anche in altre Regioni italiane nelle località balnerari, dove la costa lo consente, assieme alle uletriori iniziative già in corso. Ma la mobilitazione proseguirà non appena sarà terminata la stagione estiva e i titolari delle imprese avranno più tempo a loro disposizione per proseguire le forme di mobilitazione e di protesta con la speranza che tutto questo possa in qualche modo, se non altro far riflettere gli organi competenti prima di prendere delle decisioni, che potrebbero risultare penalizzanti per tante persone. Ecco perchè anche oggi al "tuffo collettivo" chiedono una massiccia partecipazione.

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