Il Tirreno

Versilia

Il sentiero dello spaccio in pineta di Ponente

di Donatella Francesconi
Il sentiero dello spaccio in pineta di Ponente

Tre i punti nel controviale, lato mare. Una scia di involucri per le dosi. Gli alberi-nascondiglio segnati con ruote, stracci, sacchetti di spazzatura

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VIAREGGIO. I volontari dell’Auser non hanno peli sulla lingua: «Vieni, ti faccio vedere dove sono gli spacciatori». Siamo nel viale intorno alla pineta di Ponente, parallelo a viale Capponi. Il primo punto di ritrovo è proprio sull’angolo della sede dell’associazione: la stradina sterrata scorre da via Buonarroti a viale Capponi. Panchina d’ordinanza (l’unica), il ponticello, sulla sinistra il gruppo di alberi che guarda l’Auser e che fa da nascondiglio per la droga. Coperto d’edera, il grosso tronco pieno di anfratti, ai piedi una ruota di bicicletta, in bella vista, incassata tra l’erba. Che sia lì non è un caso, è evidente anche ad un occhio non esperto. Altre “basi” sono segnate con stracci, sacchetti della spazzatura alle basi degli alberi. Ricostruire la mappa non è difficile.

Poco più avanti c’è il gruppo di alberi nascosto da un cespuglio alto: da lì la sede dell’Auser è molto visibile. Sabato notte - quando è scattato l’allarme lanciato dalla senatrice Manuela Granaiola e dalle volontarie che erano con lei - «era tutto in raspare tra i cespugli», raccontano all’Auser. La presenza delle guardie ambientali “armate” di torcia aveva rotto le uova nel paniere. E bisognava fra sparire le dosi nascoste.

Immaginazione? No. Come nell favole basta seguire le briciole. Che, in questo caso, sono i tanti pezzi di carta velina che segnano il percorso dello spaccio. Sotto gli alberi davanti all’Auser sembra abbia nevicato tra terra ed erba. È tutto uno spezzettamento di velina bianca.

Si parte da qui per arrivare alla seconda postazione: siamo appena dietro i tappeti elastici, ancora lato controvialetto. Anche qui c’è una via di fuga, direzione viale Buonarroti. L’altra notte, a percorrerlo in auto, si è rischiato di mettere sotto un ragazzo, casco in testa, sbucato dalla pineta correndo, senza guardare o fare cenno a prestare attenzione alle auto. Capita anche sulla via Fratti, nella zona dell’ex ospedale. Basta una discussione, una lite, una baruffa, un lampeggiante tra i pini e gli “spaccini” schizzano in strada, rischiando la vita.

La scia di carta velina ci guida al bocciodromo. Poco prima il sentiero fa una curva e si apre uno spiazzo. Qui ci sono addirittura pezzi di involucri che racchiudono le dosi, Scatta la foto, passa un uomo: «Siete del giornale? Fate bene: quando torno dal mare con i nipoti, nel tardo pomeriggio, è uno spettacolo indecente. L’altra sera c’era uno che scavava ai piedi di un albero. Un altro faceva la guardia...».

Qui, all’incrocio con il vialetto che porta sulla strada, stazionano spesso due giovani spacciatori: uno, quello che sembra il capo, tiene acceso un cellulare con musica araba. Stessa ore, stesse note: più richiamo di così...

«C’è anche uno che passa e ripassa con una Vespa bianca», raccontano ancora i volontari dell’Auser: «Prima o poi riusciremo a prendere la targa».

In questi giorni, dopo che Manuela Granaiola ha riportato all’attenzione di tutti la questione dello spaccio nel parco cittadino, alla sede dell’Auser si è fatto vedere - dopo avere incontrato il commissario prefettizio - il colonnello Fedele, comandante dei carabinieri della provincia di Lucca. «Ci ha spiegato che ci sono progetti di illuminazione», raccontano all’Auser. Ma le luci andrebbero collocate basse, è il suggerimento di chi vive la pineta, per evitare che le chiome degli alberi le oscurino.

Sabato il Questore Claudio Cracovia, appena insediato, sarà in visita alla sede dell’Auser in pineta di Ponente. Potrebbe essere l’occasione per raccontare come è andata davvero sabato notte e cosa sarebbe accaduto, sul fronte intervento delle forze dell’ordine, se la situazione fosse degenerata verso una qualche forma di violenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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