Sicurezza
«Sfondare? Ce lo hanno detto in Comune...»
Scoppia la rabbia degli abusivi: «Fra i regolari, in tanti girano con macchinoni e fanno la bella vita»
VIAREGGIO. «Scrivetelo pure: di occupare le case popolari non ancora assegnate ce lo hanno consigliato sia in Comune che le assistenti sociali. Facendoci capire che solo così avremmo potuto risolvere i nostri problemi». E’ pesante l’accusa che parte da uno dei tanti occupanti abusivi che ieri mattina si sono riuniti di fronte alla palazzina popolare al quartiere Bonifica a cui polizia e vigili urbani dovevano apporre i sigilli. Accuse pronunciate e ripetute anche di fronte alle forze dell’ordine. «Sappiamo di aver fatto qualcosa che va contro la legge, ma ci siamo presi una casa per dare un tetto sotto il quale dormire ai nostri figli. Non possiamo certo vivere in una macchina. Né permetterci case in affitto da cinquecento euro al mese e anche più. Cosa dobbiamo fare?».
Che ci sia qualcosa che non va nella gestione dell’emergenza abitativa al Varignano è più che lampante. La prima occupazione abusiva risale infatti ad un anno fa, quando un senza casa sfondo la porta di un appartamento poco distante da quello che ieri doveva essere sequestrato al quartiere Bonifica. In dodici mesi, però, nessuno ha provveduto a liberarlo. E così, per molti, quel comportamento al di fuori delle regole è diventato un modello. O, comunque, una via di uscita. «Visto che a quel primo occupante abusivo non è stato fatto nulla, altri lo hanno imitato». Fino al vero e proprio boom della scorsa primavera, quando gli alloggi popolari liberi “sfondati” sono saliti a quota diciassette. Innescando una vera e propria bomba ad orologeria. Che ora sta per esplodere con l’arrivo dei provvedimenti di sequestro.
Chi occupa abusivamente, poi, accusa la mancanza di controlli nei confronti di chi invece è assegnatario di una casa popolare. «Fra i cosiddetti regolari ci sono decine e decine di famiglie che formalmente sono senza lavoro e in gravi crisi finanziarie, ma che invece possono permettersi macchinoni di lusso e un tenore di vita ben superiore alle loro ipotetiche possibilità. Ma evidentemente non si vuole scavare a fondo perché è più facile fare così. Le case popolari devono essere assegnate a chi davvero non riesce a permettersi un tetto sotto il quale dormire. E alla fine viene da chiedersi: siamo davvero noi quelli abusivi?». (cla.ve.)
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