La protesta
Quadrifoglio, effetto domino sulle imprese in subappalto
CAMAIORE. Effetto domino nell’economia locale. Quando anche i grandi colossi sono in difficoltà - vedi la Quadrifoglio Scavi che è dovuta ricorrere per la prima volta nella sua decennale storia alla...
CAMAIORE. Effetto domino nell’economia locale. Quando anche i grandi colossi sono in difficoltà - vedi la Quadrifoglio Scavi che è dovuta ricorrere per la prima volta nella sua decennale storia alla cassa integrazione - i piccoli imprenditori si ritrovano sull’orlo del baratro.
I lavori scarseggiano, i pagamenti ancora di più, le banche chiudono i rubinetti. Il grido d’allarme proviene dalla Adriano Impianti, e da uno dei soci titolari in particolare, Roberto Pardini. Una ditta di termoidraulica che dopo aver lavorato, in subappalto, nei più grandi cantieri della Versilia e non solo, oggi si ritrova con pochi lavori, e soprattutto con poca liquidità. A preoccupare Pardini la situazione ventilata sui giornali dei grandi gruppi che con difficoltà riescono ad ottenere i pagamenti dagli enti pubblici. «Oserei dire - scrive Pardini - che questo è un furto da parte di chi non paga le società che realmente hanno lavorato, e che non riescono a riscuotere alcun che. Poi puntualmente ci chiedono di pagare le tasse, di presentare i Durc per dimostrare la regolarità contributiva. Gli enti non rispettano gli impegni presi e noi puntualmente dobbiamo pagare le tasse». Dopo questa difesa della Quadrifoglio Scavi, azienda che appunto come affermato da uno dei soci di recente ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione dei suoi operai per mancanza di liquidità, dovuta anche alle difficoltà degli enti locali nel liquidare i lavori già conclusi, Roberto Pardini si toglie anche qualche sasso dalla scarpa. «Non riusciamo però bene a capire, là dove vi erano appalti già firmati e concordati, ai quali mancavano solo pochissime lavorazioni di qualche settimana a completamento delle opere, per quale motivo abbiano deciso di non portarle a termine, con risoluzione del contratto con le società appaltatrici, mettendo noi nei guai. In questo caso si parla di scelte del privato, non dell’ente pubblico». Cerchiamo di avere una risposta da Alessandro Pardini, uno dei soci della Quadrifoglio. «Non rilascio dichiarazioni sulla società alla stampa - risponde - dico solo che se abbiamo deciso di sospendere dei lavori sono decisioni che abbiamo preso per motivi nostri, che non stiamo certo a spiegare pubblicamente. Non tutto quello che viene detto è vero». Roberto Pardini punta il dito anche contro le banche. «Una buona fetta di responsabilità in questa situazione di stallo - scrive - è anche degli istituti bancari, che non sostengono le piccole e medie imprese, ma che anzi chiedono la chiusura del rapporto e il rientro immediato del conto al primo segnale di sofferenza dell'azienda». Quindi il contitolare della Adriano Impianti fa un appello alla politica. «Qui in Versilia non solo la Quadrifoglio ma tante altri piccole e medie realtà imprenditoriali della filiera produttiva sono in difficoltà. Non fateci sentire abbandonati a noi stessi. E pensate che disdire un grande appalto vuol dire far saltare tante imprese».
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