Il Tirreno

Versilia

Numeri in calo ma ci rifaremo con Arbore & c.

di Luca Basile
Numeri in calo ma ci rifaremo con Arbore & c.

Manrico Nicolai fa il punto sulla stagione «Ci manca il pubblico medio: è la crisi»

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MARINA. Un anno fa, di questi tempi, dopo 15 spettacoli, il botteghino del Festival Versiliana aveva ' strappato' 16 mila biglietti. 12 mesi dopo, e uno spettacolo su palco in meno, i paganti sono stati 13 mila 400. Forse solo i numeri servono a spiegare lo stato di crisi che attraversa non solo il Festival ma, in.una sorta di filo 'rosso di bilancio' che lega le varie manifestazioni, tutte le kermesse che vanno da Bolgheri fino al Pucciniano e ancora alla Cittadella. Una sorta di mal comune che però mezzo gaudio non è per il direttore generale della Versiliana, Manrico Nicolai.

«Il turista, una volta, nel suo budget di spesa aveva una voce che prevedeva la partecipazione ad uno, due, forse tre spettacoli durante la vacanza. Oggi non è così: quel budget è calato drasticamente e di concerti, balletti, musical spesso si fa a meno. A prescindere dai grandi nomi che proponi. Gli exploit del passato dimentichiamoceli, una volta per tutte, ma non per questo sono pessimista. Anzi, a fine stagione, visto che abbiamo in cartellone ancora 15 appuntamenti, sono convinto che il quadro complessivo sarà sicuramente più confortante. In linea con le previsioni iniziali ».

Ma stando alle proiezioni attuali sempre a fine stagione gli incassi, rispetto ad un anno fa, segneranno un meno 60, forse 70 mila euro. Preoccupato?

«No, realista. Nei prossimi giorni avremo Arbore, già tutto esaurito o quasi, Vecchioni, e anche in questo caso siamo poco lontani dall'esaurito, il musical Grease, Paolo Rossi, Paolo Conte. Ecco perché dico che gli scenari potrebbero cambiare e in meglio. Detto questo è chiaro che di soldi da spendere ce ne sono meno, così come a luglio, in quanto a presenze turistiche, la Versilia non ha brillato. E il Festival, come tutte le altre realtà, ne ha pagato le conseguenze».

Alla crisi come si risponde?

«Cominciando a contenere i cachet: quest'anno abbiamo speso 150 mila euro in meno. E poi implementando il marchio Versiliana, che sui giornali e sui media ha grande richiamo e fascino. Senza dimenticare la politica dei prezzi: il costo medio è calato. Per vedere Mannarino, come Bobo Rondelli e la Pfm sono bastati 15 euro. Certo, ci sono alcune situazioni su cui riflettere»

Ad esempio?

« Si vendono con più facilità i biglietti delle prime file, quelli che possono costare 80 euro e ancora quelli delle tribunette, che si attestano sui 15 euro. La fascia media latita. E' un dato di fatto. Proprio per questo motivo abbiamo attuato una drastica riduzione sempre del costo dei biglietti per quanto riguarda prosa e danza: e i riscontri sono stati positivi».

Altro elemento negativo, direttore Nicolai, è rappresentato dalla ' fuga' degli sponsors dal Festival.

« Sempre con la crisi. Ci sono meno soldi non solo nelle tasche degli italiani, ma anche a disposizione delle aziende. Gli sponsors mancano in ogni manifestazione, non solo da noi. Però a fronte di questo sono aumentati I servizi proposti dalla nostra Fondazione. E anche gli scambi con le realtà locali sono in crescita. Ma perché non parliamo del successo di Pietrasanta in concerto?

Parliamone.

« 55 mila euro di incassi e tutto esaurito, o quasi, ogni sera, grandi personaggi in platea e su palco, ritorno mediatico eccezionale. A luglio, dovremo lavorare per un numero crescente di eventi musicali di livello, lasciando ad agosto gli spettacoli da cassetta»

Il Caffè del dopo Battaglia, come sarà?

«Romano è stato, per anni, il motore e il primo riferimento del talk show, c'è un grande vuoto, oggi, in Versiliana, ma avevamo già cominciato a ripensare il format, con l'introduzione di varie rubriche, leggi il cinema, l'alimentazione, l'attualità. Ed i riscontri, su tutti gli incontri condotti da Veltroni, ad esempio, sono stati ottimi. . Il prossimo anno ci sarà un nuovo appuntamento fisso dedicato allo sport. E coinvolgeremo sempre più i giovani. Gli show di Mannarino e Bobo Rondelli, che guardano ad un pubblico che solitamente non vive la Versiliana' ci dicono che siamo sulla strada giusta». Quello del suo predecessore, Massimiliano Simoni, era stato definito il ' Caffè nero bollente', il vostro cartellone, al contrario, è stato etichettato come una sorta di Festival de l'Unità visti i nomi di Paolo Rossi e Monia Ovadia: esagerazioni?

«Le nostre sono scelte - in questo caso a rispondere è il presidente della Fondazione Dianora Poletti - si rivolgono solo alla sfera artistica. Riteniamo che il teatro di narrazione sia proposta all'insegna della qualità e continueremo a proporlo. Le esperienze di Seravezza, mi sembrano confortanti. Non esiste logica politica, in quello che inseriamo in cartellone».

E a proposito di direttore artistico, presidente Poletti, conferma l'incarico anche per il futuro a Luca Lazzareschi?

«Senza alcun dubbio. Sta già lavorando alla prossima stagione invernale. Anzi, diciamo alle prossime stagioni invernali perché sarà impegnato su più fronti, in Versilia»”

Nel frattempo, direttore Nicolai, deflagra la polemica sulla facciata della chiesa di S.Agostino che sarà rivisitata da Igor Mitoraj: da sindaco - quale è stato - avrebbe dato analogo incarico all'artista senza ' consultarsi' prima con la città?

«Più che confrontarsi, in questi casi, sarebbe utile ' preparare' la cittadinanza a quella che è una vera e propria novità d'impatto. Mitoraj ha completamente ragione: gli è stata fatta una richiesta, non ha cercato nessuno e ha detto sì. Il resto è polemica che a lui - precisa Nicolai . non deve giustamente interessare. Magari, da profano, potrei chiedermi se nel contesto della chiesa sia più indicato collocare un'opera in marmo o in bronzo, ma se la Soprintendenza ha dato parere favorevole, non vedo il problema. La verità è che certi ' provincialismi', certi attacchi, hanno poco senso: alla fine sulla facciata ci sarà un altorilievo che non porterà in dote solo la firma di Mitoraj, ma di tutto l'artigianato pietrasantino. Il Sindaco ha avuto un'ottima intuizione»

Ma se Pietrasanta ha una sua identità artistica, cosa ne pensa delle proposte di Forte?

«Hanno deciso – risponde Nicolai . di puntare sul contemporaneo e mi sembra cosa condivisibile. Certo, allo stesso tempo potrebbero valorizzare il parco del '900, coinvolgendo anche i Comuni vicini, ma l'indirizzo dato dall'assessorato alla cultura, lo ritengo appropriato».

Da ex presidente del Pucciniano come valuta lo stato di salute del Festival?

«Il Pucciniano ha una proiezione, internazionale, unica ed è giusto che ottenga le sovvenzioni dallo Stato. Ma è patrimonio che va appoggiato ancora da più enti così come serve guardare a nuovi mercati e aprire a sempre nuove idee. Il veicolo del nome di Puccini è importantissimo, ma da solo non può bastare»

Tornando sulla Versiliana, visto che si sapeva del rischio di una stagione all'insegna della crisi, non sarebbe stato il caso di ' dimezzare' gli appuntamenti in cartellone, contenendo, di fatto, anche il costo complessivo che poi ricade sulle spalle del contribuente?

«Riteniamo la Versiliana - precisa ancora Nicolai - un servizio. Potevamo evitare rischi, allestire meno spettacoli - oggi sono 32 -, ma il traino che il Festival ha sulla Versilia è enorme. Questo Festival, al di là dei numeri di una stagione, ha un suo ruolo che gli enti, fra questi anche la Regione, devono tenere nella massima considerazione. Perché se ridimensioni la Versiliana, alla fine, ridimensioni la Versilia».

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