Il Tirreno

Versilia

i morti FORTEMARMINI della sassaia

Il giallo della data dell’eccidio

di Franco A. Calotti

La cerimonia è in programma domani ma per i familiari è un errore

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FORTE DEI MARMI. Bisogna dar retta agli storici oppure ai superstiti? Se lo chiede, dopo due anni, da quando denunciò il problema, Guglielmo Polacci, noto balneare del Forte e fratello minore di Giancarlo Polacci, uno dei fortemarmini che nell’agosto del 1944 furono uccisi alla Sassaia presso Piano di Conca. Polacci contesta da anni la data con cui, sia il Comune di Massarosa che quello di Forte, celebrano la triste ricorrenza. «Il Comune di Massarosa, con una cerimonia semplice, ma suggestiva, commemora da anni le vittime dell'eccidio nazista della Sassaia. Tuttavia la cerimonia viene celebrata il 10 di agosto e nella zona è stato posto un cippo a ricordo: un’iniziativa lodevole, ma con un errore. Ecco il motivo del mio lamento. Si indica, infatti il 10 agosto come la data della strage. L'eccidio invece è avvenuto il giorno successivo, l’11 agosto 1944. Due anni fa – rammenta Polacci – due storici come Giovanni Cipollini e Guerrino Viti mi replicarono su “Il Tirreno” sostenendo la tesi che l’eccidio venne perpetrato il giorno 10 agosto del ’44, portando a testimonianza anche la data di trascrizione dell’atto di morte. A parte che di certificati sbagliati ne sono piene le anagrafi – continua Polacci – vorrei segnalare che ad avvalorare la giustezza dei miei ricordi c’è stata di recente la lettura della testimonianza scritta di Edilio Dazzi, che era uno degli operai della TODT fucilati e che fu l’unico a salvarsi miracolosamente. Dazzi scomparso solo qualche mese fa, ricorda lucidamente: “Un bel giorno, anzi un triste giorno, di preciso, perché è una data che non posso dimenticare l’11 agosto 1944, dietro richiesta di qualche familiare dei rastrellati a Forte dei Marmi, tra i quali il figliolo della baronessa Cope, il Giancarlo Polacci, un certo Tognocchi Italo e fra questi anche Ricci Roberto di cui avrei poi sposato la figlia ci vennero a prelevare con un camioncino i signori Rosi e Taiti di Forte dei Marmi”. Credo proprio che la vicenda che subì Dazzi si sia incisa nella sua mente in maniera indelebile – continua Polacci – e del resto anche alla Sassaia, sul lato a mare della via Sarzanese, di fronte a quello che fu il luogo dell'esecuzione, c'è una vecchia casa dove il 22 maggio del 1949 fu posta una lapide dalle Comunità di Piano di Mommio e Corsanico. E quella lapide a memoria porta proprio la data giusta: 11 agosto 1944. Quindi è incomprensibile come nel tempo possa essere avvenuto questo disguido e perché non vi si pone rimedio».

In ogni caso la cerimonia di commemoriazione sarà fatta il 10 agosto. Dalle 9 le amministrazioni di Massarosa e Forte dei Marmi ricorderanno l’eccidio. Quest'anno però niente messa, visto che la chiesa da mesi è inagibile e chiusa. La cerimonia si svolgerà direttamente nel luogo in cui venne perpetrato il barbaro eccidio. «Ricorderemo insieme quel 10 agosto del 1944, quando 38 persone persero la vita per mano di una pattuglia di SS – sottolinea il presidente del consiglio comunale di Massarosa Riccardo Brocchini - perché è nostro preciso impegno far sì che il sacrificio di tante giovani ed innocenti vite non sia stato vano».

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