Il dolore
«Troppe parolacce nelle Canzonette di oggi»
Tra passato e presente la città ha reso omaggio a Enrico Casani rimpianto per il suo stile e la sua comicità. Presto un libro che racconta il suo Bar Roma
VIAREGGIO. Tanta gente si è ritrovata nell’inedita location sul molo della Madonnina sabato per una a serata dedicata a Enrico Casani, protagonista indiscusso per tanti anni della Festa della Canzonetta viareggina. Organizzatori dell’evento la “Viareggio Porto” e i gruppi teatrali “La Banda di Matti” e “La Torre” che hanno ripercorso attraverso filmati e foto inedite gli anni d’oro della Canzonetta di Casani e del Bar Roma, gestito dal comico viareggino, luogo dove si trovavano tanti amici che poi erano in parte gli attori degli spettacoli in vernacolo. Sabato sera alcuni di loro erano presenti, da Marusca Pucci ai fratelli Roberto e Stefano Taddeoli, Sandra Billi, Mario Baldaccini, allo scenografo Gianni Merlini che ha annunciato che scriverà un libro sul bar Roma.
Aneddoti raccontati nelle interviste di Daniele Maffei che con Francesco Borracinni hanno fatto da filo conduttore allo spettacolo coordinato da Bobo Pasquinucci. Marusca Pucci senza mezzi termini ha criticato la Festa della Canzonetta di oggi. «Troppe parolacce fuori luogo, nei nostri spettacoli si faceva ridere anche senza dover ricorrere a queste forme, da quando ho smesso di calcare il palcoscenico del Politeama non sono più andata a vedere uno spettacolo della Canzonetta. Sono commossa per essere qui, dove ho incontrato tanti amici che non vedevo da anni». Il carrista Emilio Cinquini, figlio di Vittorio Cinquini, ha raccontato alcuni aneddoti del padre, attore della Canzonetta fra i più famosi in quel periodo, che gli ha trasmesso la passione per il Carnevale, come ha fatto Angelo Taddeoli, per tanti anni maschera di Burlamacco, ha fatto nei confronti dei figli. Sul palco si sono alternati anche alcuni degli interpreti che da tempo stanno riproponendo spettacoli di Enrico Casani ,da Stefano Toncelli, Andrea e Davide De Nisco, Katia Pagnucci, Marzia Zanetti. Mario Baldaccini ha raccontato che grazie al gruppo del Bar Roma è nato il Carnevaldarsena. «Una sera ci mascherammo con sombreri che trovammo in varie cartolerie che erano state acquistate in occasione dei Mondiali del ’70 quando credevano che li vincesse il Messico,r imasero tanti sombreri che acquistammo noi e andammmo in Darsena dove era stata organizzata una cena di pesce fritto. Fino alle due animammo la festa. Dall’anno dopo nacque il Carnavaldarsena.
Lo spettacolo è andato avanti per due ore: un viaggio nel passtao ma anche uno sguardo al futuro con l’esibizione di due giovanissimi interpreti del vernacolo viareggino, che rappresentano la continuità, ed è quella che non deve morire, perché certe tradizioni devono essere mantenute e preservate nel tempo.
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