Sicurezza
Promozioni ai sindacalisti? Chi lo dice non fa ingiuria
Assolto il funzionario di Sea querelato da un rappresentante della Cgil per aver criticato duramente la linea del sindacato durante un’assemblea
VIAREGGIO. «La critica politica e sindacale, anche se dura, è legittima e non costituisce reato, in particolare quando fa riferimento a dati oggettivi». Così ha stabilito il giudice di pace di Viareggio che, con una sentenza le cui motivazioni sono state depositate in questi giorni, ha assolto Daniele Boschi, funzionario di Sea Ambiente, dall’accusa di ingiuria.
A ricorrere in giudizio contro il Boschi era stato il rappresentante sindacale aziendale della Cgil Vincenzo Gallina. I fatti risalgono al 2006.
In un’assemblea sindacale Boschi, funzionario dell’azienda viareggina, aveva criticato la linea dei sindacalisti aziendali Cgil, che - a suo avviso e come dichiarato pubblicamente - nel periodo 2002-2003 erano stati consenzienti alla moltiplicazione delle società della galassia Sea e dei relativi consigli di amministrazione.
Consenso , aveva detto Boschi, a cui aveva fatto oggettivamente riscontro, in molti casi, numerose promozioni di rappresentanti sindacali aziendali Cgil, suscitando malcontento tra il personale dell'azienda. Questo fatto negli anni seguenti aveva causato la perdita di moltissime adesioni ed aveva prodotto la nascita, in Sea, di altre sigle sindacali.
Quella del novembre 2006 fu, evidentemente, un’assemblea abbastanza movimentata in cui tra botta e risposta non mancarono interventi che si potrebbero definire un po’ pesanti. Boschi fa sapere, ad esempio, che in quell’occasione alcuni rappresentanti sindacali aziendali Cgil avevano chiamato alla lotta i lavoratori contro la Direzione Sea «proprio nel momento in cui il nuovo Consiglio di Amministrazione presieduto dall’ing Fabrizio Catarsi, sotto la direzione del nuovo A.D. M.Fensi, stava dismettendo , le società create in precedenza, nel periodo 2002-2003» racconta Boschi.
«In seguito a queste critiche, il rappresentante sindacale aziendale Cgil Vincenzo Gallina mi querelò - continua il funzionario Boschi - per ingiuria.Ma il reato (articolo 594 Codice penale) in questo caso non sussiste, come ha stabilito il giudice.
Boschi riporta anche un estratto delle motivazioni della sentenza. «L'articolo 21 della Costituzione - scrive il giudice - tutela il diritto di manifestazione del proprio pensiero, senza offesa altrui. Va evidenziato che il diritto di critica in particolari situazioni, come le assemblee politiche e certamente anche sindacali, può assumere toni anche duri quando la critica sia fondata su dati oggettivi. Nel caso di specie, dalle numerose testimonianze è emerso che in effetti alla Sea diversi sindacalisti erano passati di livello. Tale situazione, vista la linea del sindacato sostanzialmente favorevole alla linea aziendale aveva certamente creato malumori tra i lavoratori».
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