Sicurezza
L’oro nella tecnologia va alla Versilia
Le riprese tv più spettacolari delle Olimpiadi di Londra rese possibili anche grazie ad un’azienda di Lido
LIDO. La loro medaglia d'oro l'hanno già vinta, e ben prima che iniziassero i giochi olimpici di Londra. Se infatti milioni di telespettatori possono godere di replay super rallentati e da diverse angolazioni di ogni singola disciplina olimpica lo si deve anche ad una piccola ma importante azienda di Lido di Camaiore, la BLT. Così come si deve alla società lidese se la Rai, invece di trasmettere dal centro di broadcasting organizzato per tutti gli altri media, si può permettere di andare in diretta da "Casa Italia". In sostanza il 'macchinario' progettato e realizzato dalla Blt è un video-server high definition. Ossia un sistema capace di registrare, in simultanea, l'immensa mole di immagini in alta definizione che provengono dalle più disparate telecamere sparse sui campi di gara. Registra tutte le immagini, e permette di poterne rivedere un tratto istantaneamente (clip) e senza interrompere la registrazione. Un sistema utilizzato quindi dalle tv - e dalla Rai nello specifico - per offrire un replay di un'azione da diverse angolazioni, un istante dopo che l'azione sia conclusa.
Insomma se vi siete goduti l'arrivo di Usain Bolt ai 100 metri da svariate angolazioni in super slow motion, seduti sul divano, sapete chi ringraziare.
«Siamo un'azienda - spiega Alfredo Bartelletti, direttore tecnico - che fornisce risposte alle crescenti esigenze dei telespettatori». Una ditta di precursori. La Blt nasce nel lontano 1959, per volontà di Leonardo Bartelletti, vero e proprio pioniere in questo campo ed attuale presidente, che aveva intuito la portata rivoluzionaria di uno strumento come la televisione. «Siamo passati da valvole e transistor alla tecnologia digitale e HD. La qualità più grande di mio padre Leonardo - racconta Alfredo - è sempre stata quella di guardare avanti, di capire per tempo verso che direzione sarebbe andata la tecnologia e la tv. Per noi il digitale era cosa nota già nel 1978».
La società oggi offre lavoro a 15 persone (per la progettazione, mentre la produzione di schede e hardware viene fatta da una azienda di Firenze). «Lavoriamo in tutto il mondo - spiega Alfredo Bartelletti - ma anche a livello locale i nostri prodotti sono utilizzati dalle realtà locali come Video Troupe o Rete Versilia».
Quella di Londra, del resto, non è certo la prima esperienze olimpica della ditta di Lido. Il loro rapporto con la Rai inizia negli anni '80. Ed hanno preso parte a tutte le ultime edizioni dei giochi olimpici, portando sempre qualche novità tecnologica a servizio delle riprese e dell'informazione, da Sidney 2000 a Atene 2004 e Pechino 2008 (la prima olimpiade che la Rai, grazie anche alle tecnologie della Blt, ha ripreso per intero in qualità HD). Oltre che essere presenti alle più importanti finali dei mondiali di diversi sport, e alle sfide di Champions League. A Londra non solo garantiscono i replay istantanei di ogni momento di gara. Ma permettono anche alla Rai di avere una sua posizione dedicata a Casa Italia, sfruttando comunque le immagini (attraverso fibra ottica) che le telecamere internazionali inviano al centro dove sono ospitati tutti i network del mondo. Un sistema che permette alla Rai di poter mandare in onda inoltre qualsiasi spezzone di precedenti gare, olimpiche e non, conservate nelle teche. Per il futuro? «Ci stiamo muovendo - dice Alfredo Bartelletti - in tre direzioni, pensando che in quelle direzioni evolverà il mercato. La stereoscopia, comunemente detta 3D, l'Ultra High Definition (ossia una definizione 16 volte maggiore di quella dei più sofisticati tv in commercio oggi, ndr), e la cosiddetta Second Screen. Ossia la possibilità di offrire contenuti e approfondimenti personalizzati, su tablet o smartphone, delle principali trasmissioni o eventi televisivi».
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