Il Tirreno

Versilia

Auser assediata, vertice in Prefettura

di Donatella Francesconi
Auser assediata, vertice in Prefettura

Il 13 agosto e la senatrice Granaiola (Pd) è stata invitata ufficialmente. L’esito dell’incontro sarà riferito al ministro

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VIAREGGIO. Comitato per l’ordine pubblico convocato il 13 agosto in Prefettura con tanto di invito scritto alla senatrice Manuela Granaiola affinché sia presente «per ogni utile suggerimento e contributo teso alla risoluzione della problematica evidenziata». Dunque, non è vero che in pineta, sabato notte, non è successo niente. Tanto che , annuncia la Prefettura, l’esito della riunione del Comitato sarà «riferito dettagliatamente al ministro dell’interno». Il Prefetto Alessio Giuffrida fa sapere di star seguendo «attraverso contatti con le forze di polizia la problematica della pineta di Ponente e più in generale della sicurezza della Versilia». Giuffrida informa di aver «sensibilizzato le forze dell'ordine affinché attuino ogni utile sforzo operativo teso a realizzare le forme di prevenzione necessarie».

Intanto, il racconto di quanto accaduto alla sede dell’Auser assediata dagli spacciatori fa discutere. Paolo Biagini, consigliere provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), se la prende con la politica definendola «strana creatura che taglia risorse alle forze di polizia, toglie strumenti in termini di leggi nel contrasto all’immigrazione clandestina, mortifica gli uomini e le donne in uniforme che nonostante tutto espone a tutte le criticità che proprio la politica cieca e ignorante crea. Ma non è in grado di porre mano alla riforma dell’intero apparato delle forze di polizia. Da quanti anni si parla di unificare le forze dell’ordine sotto un unico ministero, un unico comando che finalmente ponga fine a duplicazioni inutili». La domanda del Sap è tutta per i politici: «Quanto e che cosa volete ancora attendere per mettere mano seriamente alla sicurezza dei cittadini?».

Interviene anche l’ex assessore Lucia Accialini: «È davvero assurdo che una senatrice sollevi una polemica così forte contro le forze dell’ordine. Chi rappresenta le istituzioni ai massimi livelli dovrebbe infondere stima e fiducia in chi opera per la tutela dei cittadini. Chiedo alle senatrice Granaiola che si faccia promotrice di un disegno di legge che solleciti quanto prima una riforma per garantire pene più severe».

Di fronte alle critiche collezionate (ma il racconto dell’assedio in pineta ha trovato moltissimi consensi) Manuela Granaiola non si tira indietro: «È evidente che gli operatori delle forze dell'ordine fanno quello che possono, con i mezzi che hanno a disposizione. Ma intanto niente vieta che le attività dei carabinieri, della polizia di Stato e dei vigili urbani possano essere impiegate in maggiore sinergia. Occorrerebbero solo scelte più mirate, un maggior coordinamento ed una migliore comunicazione con i cittadini finalizzata a migliore la percezione di sicurezza. Tutte cose finanziariamente più che sostenibili. Ho più volte sottoposto questa proposta all'attenzione delle autorità competenti senza ricevere mai alcuna risposta convincente a riguardo».

Già. Perché i fatti accaduti sabato sera impongono un intervento quanto meno organizzativo. Ed esigono una risposta non ancora arrivata, che il Questore Cracovia potrebbe invece dare: se la chiamata fosse arrivata da una persona aggredita, rapinata, violentata, ferita le modalità (il rimpallo di telefonate) ed i tempi di intervento sarebbero stati analoghi vista la presenza in turno di una sola Volante? I cittadini hanno il diritto di sapere.

Sulle questioni sollevate dalla lettera che Manuela Granaiola ha inviato al ministro dell’interno Cancellieri, dice la sua anche Milziade Caprili, fino a ieri sui banchi del consiglio comunale nelle fila dell’opposizione: «Ci vorrebbe più controllo del territorio che con una o al massimo due volanti non si può garantire. Ci vorrebbero rinforzi cospicui, come è anche avvenuto, in grado di tenere conto che il contrasto alla criminalità nelle nostre zone risulta decuplicato - nonostante la crisi - ne i mesi dell'estate. Ci vorrebbe un sistema penale complessivamente in grado di garantire che la pena inflitta venisse scontata. Ci sono decisioni che riguardano Roma ed è inutile cantarcela, la direzione è l' opposto delle necessità dei territori: meno forze dell' ordine, minore controllo del territorio, sistema penale soggetto a tagli e non a riforma, leggi sugli immigrati ingestibili ed inique ma, soprattutto, inefficienti a rispondere ai bisogni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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