Gioco
Pochi soldi in tasca Così la crisi colpisce anche il tordello
Meno visitatori alle sagre delle contrade di Querceta Gli organizzatori: ma i prezzi restano concorrenziali
QUERCETA. La sagra in tempo di crisi. Già, perché non solo ristoranti, hotel e negozi avvertono un calo nell’affluenza dei clienti ma anche le sagre che nel periodo estivo popolano la Versilia sembrano soffrire le ripercussioni della crisi economica che sta lasciando l’italiano medio con ben pochi quattrini nel portafogli. E se davvero vengono a mancare i soldi per uscire di casa ed andare a gustarsi una porzione di tordelli, allora si può ben dire che siamo “alla frutta”.
«La crisi c’è e ha investito ormai da tempo tutti i settori, compreso il nostro - dichiara Giuseppe Menchini, presidente della contrada Leon d’Oro di Querceta che organizza ogni anno la ben nota “Sagra dell’Ardore”- anche noi come sagra abbiamo avvertito un calo sensibile e sicuramente la crisi ha inciso fortemente sulla minore affluenza, ma a mio avviso è dovuta anche al fatto che non siamo mai riusciti a fare un week-end da soli: c’era sempre qualche altra contrada che apriva le cucine nelle nostre stesse serate, perciò abbiamo finito per pestarci i piedi a vicenda. Anche perché non è che la gente esca tutte le sere, evitando quindi di andare da tutte le sagre che ci sono».
Ma può davvero convenire uscire per mangiare ad una sagra gastronomica? «Certo che sì- conferma Menchini- con 10-12 euro una persona può cenare con un primo piatto tipico come i tordelli, un secondo e una bibita (o un dolce)». Eppure mancano i clienti, e le serate delle sagre si fanno più magre. «Noi siamo generalmente contenti di come è andata la nostra sagra- commenta il presidente della Quercia Antonio Viti- ma la crisi si è sentita, è innegabile. Più che per la mancata affluenza secondo me qualcosa è cambiato nell’atteggiamento dei clienti: prima quando si cenava alla sagra ci si abbuffava, mentre quest’anno ho visto molti che prestavano particolare attenzione a quello che ordinavano e al prezzo, rinunciando all’antipasto o al dolce.
C’è anche chi non viene a mangiare e arriva solo per ballare dopo cena». Anche a Massarosa, dove si tiene in questi giorni la Sagra della Pupporina e del Tordello (dal 4 al 19 agosto) la crisi si fa sentire. «Ovviamente ci siamo tutti posti il problema- ammette Mario Gori, responsabile dell’iniziativa- e abbiamo deciso di non aumentare i costi rispetto allo scorso anno così da non gravare sulle tasche degli avventori: la sagra deve poter essere accessibile a tutti per definizione, altrimenti si va al ristorante. Da noi con 10 euro si può cenare abbondantemente, eppure la gente quando è alla cassa sta ugualmente in campana».
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