Sicurezza
«Pioppogatto: Vera che vuole fare?»
L’intervento della Cgil in vista della riunione del Cav fissata per domani
MASSAROSA. Che sta accadendo sul fronte rifiuti e quali sono le reali intenzioni della nuova società “Vera”, costituita da Sea ambiente e Sea risorse: è la domanda che pone la Cgil in una nota a firma Michele Massari per la Funzione pubblica e Giorgio Bertozzi per la rappresentanza sindacale aziendale, Giorgio Bertozzi.
«Ci stiamo chiedendo - scrivono Massari e Bertozzi - quali siano le veri ragioni per la quale la Società Vera non avvia la gestione di Pioppogatto. A questo punto tutto dovrebbe essere a posto. C'è la società, ci sono le autorizzazioni, c'è il personale in cassa integrazione come concordato in Prefettura e soprattutto rimane una grossa emergenza rifiuti in Versilia. Ma quanto potrà ancora durare questo stato di cose? La soluzione "piazzole" quanto potrà ancora tenere rispetto alle esigenze versiliesi?».
Da giorni si parla di una nuova possibile emergenza rifiuti, in particolare su Viareggio dove la situazione non è stata certo «risolta con una piccola discarica», come ha avuto modo di dire ai giornalisti il commissario prefettizio, Domenico Mannino.
«La situazione ormai sta sconfinando nel paradosso in questo gioco di scarica barili - continua la Cgil - e non bisogna dimenticare i 38 lavoratori in cassa integrazione attualmente senza alcun reddito e in attesa di decisioni che dovevano essere prese da mesi. Domani ci sarà la riunione del Cav dove si prospettano le dimissioni del presidente Franco Mungai. Noi diciamo che questo non è il momento delle dimissioni: è il momento di dare una sterzata forte per far ripartire Pioppogatto e ragionare di cosa fare dell’inceneritore di Falascaia, salvaguardando l'occupazione e cercando una prospettiva per la gestione dell'igiene ambientale in Versilia».
Su cosa fare dell’inceneritore, in realtà, bisognerebbe anche capire a che punto siamo con il piano interprovinciale dei rifiuti. Nell’ultima versione circolata e portata in commissione ambiente a Palazzo Ducale, dell’impianto chiuso dalla magistratura non si fa parola: sparito, volatilizzato, come per magia. Come non ci fosse mai stato, con i suoi problemi giudiziari e con quelli ambientali, legati alla salute della popolazione.
A che punto siamo? Certo, è agosto. Ma le ordinanze per il trasporto dei rifiuti nell discariche fuori provincia scadono e soprattutto c’è da chiedersi chi controlla i costi di questa operazione, per Viareggio commissariata (a proposito chi siederà nel Cav, ora, al posto di Lunardini?), e cosa ne sarà dei lavoratori che tutte le amministrazioni ed i partiti politici negli ultimi mesi hanno dichiarato a gran voce di voler proteggere.
Donatella Francesconi
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