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sicurezza e polemiche

Per la vigilanza anche i carabinieri in congedo

Per la vigilanza anche i carabinieri in congedo

FORTE. Accanto ai vigilantes arrivano i carabinieri in congedo. Il Comune di Forte decide di affiancare, nei week end e solo di sera (dalle 20 alle 24) alle guardie giurate i volontari dell’Associazio...

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FORTE. Accanto ai vigilantes arrivano i carabinieri in congedo. Il Comune di Forte decide di affiancare, nei week end e solo di sera (dalle 20 alle 24) alle guardie giurate i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri per la sorveglianza del pontile ed anche in centro. Una scelta legata alle polemiche degli ultimi giorni per la decisione di affidare a un’agenzia privata un compito sostanzialmente di ordine pubblico in un luogo pubblico? Difficile da dire. In ogni caso il Comune non fa alcun riferimento al problema sollevato dalla Filcams Cgil che già nei giorni scorsi aveva denunciato il fatto che i soldi dei contribuenti non potevano finire nelle tasche di un privato chiamato a fare il lavoro che spetterebbe alle forze dell’ordine. Come sottolineato da Umberto Marchi di Filcams l’attività chiesta dal Comune alle guardie giurate rappresenterebbe una violazione del contratto della categoria e delle norme in materia di sicurezza pubblica. Per il sindacato il coinvolgimento dei Carabinieri in congedo di Seravezza rappresenta quindi un parziale passo indietro. Anche se resta una critica di fondo. «Forte un villaggio turistico? - commenta Marchi - certo è che, se per combattere l’illegalità un’amministrazione comunale debba ricorrere all’utilizzo di servizi privati senza impiegare i propri uomini, non sappiamo se è giusto definirlo villaggio turistico, forse resort, visti i tempi, è più appropriato».

A difendere le scelte del Comune ci pensa l’assessore Alessio Felici. «Vorrei tranquillizzare chi ha paventato la trasformazione in un villaggio turistico del comune di Forte. Noi non vogliamo questo e non pretendiamo che gli istituti di vigilanza privata facciano il lavoro degli organismi competenti, ma che svolgano un’attività di supporto, dal momento che il comune non può destinare ulteriori risorse all’assunzione di personale dipendente da impiegare in queste mansioni».

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