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Al ristorante non si rinuncia ma addio a vini e piatti costosi

Al ristorante non si rinuncia ma addio a vini e piatti costosi

VIAREGGIO. La crisi cambia i consumi. Meno soldi e meno spese e non solo nella scelta della meta per le vacanze. Anche chi se le concede sta bene attento al portafogli. Così, nei locali della...

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VIAREGGIO. La crisi cambia i consumi. Meno soldi e meno spese e non solo nella scelta della meta per le vacanze. Anche chi se le concede sta bene attento al portafogli. Così, nei locali della Versilia, c’è chi rinuncia all bottiglia di vino e chi all’aragosta preferisce lo spaghetto allo scoglio. Con inevitabili conseguenze sui fatturati dei ristoranti in moltissimi casi ben lontani dai gloriosi “tutto esaurito” di qualche Ferragosto fa.

Per carità: il lavoro, in termine quantitativo, c’è. Manca la qualità - in termini di capacità di spesa - di un tempo. per il cliente medio la parola d’ordine al tavolino sembra essere “moderatezza”.

«Se prima si vendeva facilmente la bottiglia di vino – spiega Filippo di Bartola, proprietario del ristorante Filippo a Pietrasanta – ora si vende meglio il bicchiere, non la bottiglia intera». Non si rinuncia alla cenetta romantica ma alla luce della candela si tiene d’occhio il menu.

Anche la clientela sta cambiando. «Cominciano ad arrivare i russi – continua di Bartola – cosa piuttosto insolita rispetto agli altri anni». Sono dunque anche in questo caso gli stranieri (la cui provenienza si sta lentamente spostando verso est rispetto alla consuetudine versiliese, se si eccettua Forte dei Marmi) a risollevare un po’ la media delle spese, soprattutto per la quantità di consumazioni.

Certo, una famiglia tipo preferirà la pizzeria rispetto ad un ristorante di pesce, ma i locali la sera si popolano comunque di numerosi avventori, giovani o meno. «Questo è un locale storico, che ha molti clienti – raccontano dal ristorante Da Giorgio di Viareggio – il calo c’è, ma è abbastanza contenuto nonostante la città sia decaduta, ci siano poche attrattive e poca sicurezza».

Ecco dunque un altro fattore più volte sollevato dagli esercizi commerciali: la mancanza di eventi e manifestazioni capaci di attirare un gran numero di persone in città. Anche per quanto riguarda ferragosto le prenotazioni non sono ancora molte, ma alcuni locali ammettono che questo è un copione che si ripete ogni anno: alcuni clienti prenotano all’ultimo minuto, altri si presentano direttamente, altri ancora preferiscono evitare l’affollamento dei ristoranti per una grigliata tra amici. (s.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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