Il Tirreno

Versilia

Un’Annunciazione contro “cenatown”

di Luca Basile
Un’Annunciazione contro “cenatown”

Mitoraj parla della sua opera e delle polemiche di questi giorni: mi ha cercato Lombardi e non mi faccio da parte

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PIETRASANTA. «Amo Pietrasanta e ho un profondo rispetto per i suoi artigiani. Detto questo, di cosa stiamo parlando?».

La luce che fa penombra nella stanza, sembra celare un moto di fastidio: a Igor Mitoraj della polemica che si accompagna alla sua opera “L’Annunciazione”, un altorilievo da incastonare – inaugurazione prevista in autunno - in una nicchia della facciata della chiesa di S.Agostino, sembra importare meno di niente. Sembra. Del resto in questo elegante salotto di casa che emana arte in ogni dove, tutto sembra ovattato, distante. L’artista polacco, cittadino onorario di Pietrasanta, ha appena completato le scenografie dell’Aida commissionate dal sultanato del Quatar, «e nel progetto ho coinvolto i “resinatori” pietrasantini. Io coinvolgo sempre la realtà artigianale di questa città», sussurra, per poi tagliare corto sulla querelle che lo chiama, indirettamente in casa.

«Ero a Parigi, nei giorni scorsi, ma mi è stato riferito che qualcuno ha criticato aspramente il sindaco Domenico Lombardi per aver deciso di arricchire una nicchia della chiesa, con una mia opera in bronzo, senza prima avere consultato la città, il mondo degli artigiani. E allora le ripeto la domanda: ma di cosa stiamo parlando?».

Forse di un confronto venuto meno? In fondo fra la chiesa di S.Agostino e i pietrasantini c’è sempre stato un forte legame.

«Guardi, io non voglio fare polemiche e rispetto ogni opinione, però questa usanza del confronto con la città, delle grandi assemblee per decidere se o meno collocare un’opera, andava tanto di moda negli anni ’60 sotto certi regimi comunisti che ho ben conosciuto. Credo, viceversa, che il sindaco Domenico Lombardi, abbia dimostrato grande sensibilità e spiccato senso artistico nel propormi di realizzare questo altorilievo. Lombardi ha capito che la città deve vivere ed essere valorizzata anche dai suoi artisti contemporanei. È sempre stato così e non voglio arrivare a scomodare i Medici per dare conferma di quanto dico».

Si dice che la facciata della chiesa di S.Agostino sia già una splendida opera d’arte di suo e che non necessiti di alcuna miglioria: non è dello stesso parere?

«La facciata è bella, ma le manca qualcosa. La nicchia in questione oggi è solo un brutto intonaco, mentre una volta, in passato, accoglieva un dipinto sempre dedicato al tema dell’Annunciazione. Ripeto, non voglio essere trascinato in una guerra di parole. A queste beghe sono indifferente, mi creda».

Come ha interpretato il tema dell’Annunciazione?

«Lo potrei definire un teorema religioso, con la Madonna che sente in sé il futuro del figlio. Il bozzetto ha incontrato il parere favorevole, ed entusiastico, di due commissioni preposte della Soprintendenza. Quando sarà pronta la scultura? I lavori sono... in corso (presso la Fonderia Mariani, ndr) e non ho idea sulla tempistica. E comunque, vorrei ricordare che ho realizzato la le porte in bronzo della Basilica di S.Maria degli Angeli, a Roma e ancora della Porta degli Angeli, a Varsavia: per una contaminazione fra arte antica e contemporanea che non ha mai suscitato il dissenso o la protesta di qualcuno. Anzi, solo consensi. Evidentemente, a Pietrasanta, va diversamente, ma la colpa è anche un po’ di voi giornalisti. Parla uno, si accoda un altro ed ecco creato il caso. Del resto siamo in estate e di qualcosa dobbiamo pur discutere».

C’è chi aveva ipotizzato un concorso di idee sulla questione: sarebbe stato favorevole?

«Nella mia carriera artistica, anche quando ero un perfetto sconosciuto, mai mi sono proposto. Chi vuole una mia opera, mi cerca. È successo così anche con il sindaco Lombardi che ha avanzato questa richiesta. E, sia chiaro, sono molto onorato di donare una mia opera alla città. E poi, da sempre, certi concorsi privilegiano l’idea più innocua. Non avrei mai partecipato, mi sembra quasi superfluo sottolinearlo».

Viste le polemiche, ha mai pensato di rinunciare?

«E per quale motivo? Non ci sarà, da parte del sottoscritto, nessun passo indietro. Ho letto che un politico ha azzardato un accostamento fra arte, porchetta di Natale, facciata della chiesa e la mia opera. Non so se mettermi a ridere o a piangere».

In una non datata intervista parlò di una Pietrasanta sempre più nelle mani dei ristoratori: è dello stesso parere anche oggi?

«Perché, è cambiato qualcosa? Il “mangia e fuggi” attuale non mi piace e non fa bene, alla lunga, alla città. Pietrasanta, intesa come centro storico, ha perso le sue botteghe artigiane, i suoi riferimenti, in parte la sua identità. Penso a laboratori come quello di Giannoni, che andrebbero tutelati, preservati e invece qui si rischia di smarrire il valore aggiunto dell’artigianato pietrasantino. Il ricambio latita. So che esistono fondi europei, misure tese a valorizzare una specificità. La sfida di questo nuovo Sindaco, in cui ho fiducia, è quella di preservare l’identità artistica di Pietrasanta. Altrimenti, alla fine, resteranno solo bar e ristoranti».

Dice di avere fiducia in Lombardi, mentre in passato non ha lesinato critiche all’ex maggioranza di centro-destra: il motivo?

«A mio avviso il decennio precedente ha creato non pochi danni all’immagine di Pietrasanta .Una volta sentii un assessore dire, “scelgo di non scegliere”. Mai capito cosa volesse dire. Però, intanto, in piazza, si vedeva di tutto, meno che la qualità. Eppure a Pietrasanta, sempre in quel periodo, erano presenti grandi nomi come Mimmo Palladino e Anish Kapoor, ad esempio: nessuno li ha mai cercati. Oggi noto un fervore diverso, quanto meno un tentativo di offrire proposte belle e di qualità alla gente. È il caso di manifestazioni come Anteprime di Mondadori».

Cosa ne pensa della mostra di Botero in piazza?

«L’apprezzo molto. E valorizza la città».

Fra voi artisti continuate ad incontravi oppure fate vita, oramai, appartata e senza contatti?

«Viaggio molto: in questo periodo ho 3 mostre in giro per il mondo. Anche se appena posso torno a Pietrasanta, dove ho casa e collaboro con artigiani di altissimo spessore. Certo, se ho tempo, un caffè in piazza Duomo con l’amico Girolamo Ciulla, persona vera e artista autentico, lo prendo sempre volentieri, così come non mancano i confronti con la migliore gallerista su piazza, Flora Bigai. Detto questo, il centro storico non è ovviamente più quello degli anni ‘80 e ‘90, bene valorizzato da Manrico Nicolai e quindi non mi fermo a lungo in piazza. La sfida, adesso, è difendere un’unicità che, come ho detto, sembra oggi, in parte smarrita. Non sarà semplice, ma è doveroso provarci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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